Carta de Logu di Eleonora d’Arborea: per la Rinascita della Sardegna

Eleonora d'Arborea e la Carta de Logu

La Carta de Logu del Giudicato di Arborea è una raccolta medievale di leggi e ordinamenti del Regno d’Arborea scritta in lingua sarda nella variante detta “volgare arborense”.

Si tratta di una delle “costituzioni” più importanti di tutto il Medioevo: secondo gli studiosi, infatti, i provvedimenti  in essa contenuti risultano molto innovativi e moderni per l’epoca. Ma non solo.

La Carta de Logu, oltre ad avere una grande valenza da un punto di vista storico, giuridico, letterario e linguistico, è un documento di immenso valore simbolico e politico per tutti i Sardi che credono nella libertà e nella giustizia.

Carta de Logu …pro conservari sa justicia dessu populu dessa terra nostra…

La Pasqua di Eleonora d’Arborea: Rinascita e indipendenza della Sardegna

La Carta de Logu venne promulgata dalla giudicessa Eleonora d’Arborea il 14 aprile 1392 ovvero il giorno di Pasqua (Pasca Manna): una data fortemente significativa che doveva simboleggiare la Rinascita della Sardegna. 

In altre parole, attraverso la promulgazione del corpus di leggi sarde, Eleonora d’Arborea svolgeva un’operazione strategica e creativa di “comunicazione politica” senza precedenti: rimarcava in maniera decisa davanti al mondo intero l’indipendenza del Regno d’Arborea e della Nazione Sarda nei confronti del Regno di Aragona.

Infatti, per poter comprendere meglio il significato politico della promulgazione della Carta, è necessario ricordare come in quegli anni la Sardegna si trovasse nel bel mezzo di lotte e guerre, tra l’ultimo giudicato o regno sardo indipendente (quello di Arborea, guidato dalla regina Eleonora) e gli invasori catalano-aragonesi che rivendicavano il possesso del Regno di Sardegna e Corsica.

Il primo titolo d’Eleonora all’immortalità fu il suo codice, conosciuto sotto il nome della Carta de Logu.

Valery – Viaggio in Sardegna

Una legislazione nazionale

Con la Carta de Logu la Giudicessa riordinò gli usi e gli istituti giuridici locali, perfezionando in tal modo il grande lavoro svolto dal Giudice Mariano IV, suo padre, promulgatore di un Codice rurale e di un Codice civile e penale.

Questi ordinamenti costituiscono le due parti principali della Carta promulgata da Eleonora d’Arborea: un insieme di norme giuridiche e amministrative “nazionali”, risalenti a consuetudini locali sarde e alla tradizione giuridica romana e bizantina.

Carta de Logu: di cosa tratta?

La Carta de Logu (dove il termine “logu (luogo)” indica tutto il territorio sardo) si occupa di diritto e procedura criminale (leggi civili e penali), regola i rapporti agrari nonché molti vari aspetti della vita civile ed economica della Sardegna (le cosiddette “consuetudini rurali”) quali, ad esempio: la difesa dei campi coltivati dallo sconfinamento del bestiame, gli incendi, la responsabilità collettiva della comunità per i delitti commessi nel territorio del villaggio, i modi di conduzione della terra e del bestiame.

Il testo è composto da 163 articoli, suddivisi in dieci sezioni, basati su principi giuridici davvero moderni e innovativi per l’epoca, tra i quali ci sono ad esempio:

  • la certezza del diritto (necessità che le leggi siano scritte, comprensibili e a disposizione di tutti);
  • l’estensione di alcuni diritti agli stranieri;
  • la garanzia dei diritti degli accusati durante i processi;
  • la tutela dei minori;
  • la tutela della donna (contro le violenze).

Modernità e longevità

La raccolta di norme di Eleonora rappresenta una delle legislazioni più “moderne” nel contesto europeo e viene considerata uno degli esempi medioevali fondamentali per la costruzione del concetto di “stato di diritto” che si svilupperà in modo appropriato solo in epoca moderna.

Altrimenti detto, rappresenta un passaggio fondamentale nella storia dell’umanità, da una concezione servile a una più libertaria dell’essere umano.

Le leggi contenute nella raccolta rimasero in vigore in Sardegna per tutto il periodo in cui il Regno di Sardegna fece parte della Corona d’Aragona prima e di quella Spagnola poi, quindi ben oltre la caduta del Giudicato d’Arborea. Solo col Codice Feliciano del 1827 la Carta arborense perse ogni valore giuridico, ma rimase radicata a lungo come “codice morale”.

Carta de Logu: documenti, studi e libri

Dopo aver circolato in forma manoscritta (l’unica copia rimastaci è custodita a Cagliari presso la Biblioteca Universitaria con dicitura ms. 211), la prima edizione a stampa venne realizzata nell’ultimo ventennio del XV secolo: gli unici due esemplari sono conservati a Cagliari (Biblioteca Universitaria, Inc. 230) e a Torino (Biblioteca Reale, Inc. I, 44).

Per leggere il testo della Carta de Logu e per conoscere gli studi, le ricerche e le analisi più importanti su tale argomento, segnaliamo i seguenti libri:

Carta de Logu d’Arborea secondo l’editio princeps – G. Murgia

La carta de Logu del regno di Arborea. Traduzione libera e commento storico – F. C. Casula

Carta de Logu dell’Arborea – G. Lupinu

Eleonora d’Arborea – Per saperne di più:

Vita di Eleonora d’Arborea: Principessa medievale di Sardegna

Share
eBook Indibooks Amazon