Cagliari: chiude la Città del Sole, storico negozio per bambini

chiude la citta del sole

La notizia è di quelle che davvero non riesci a inquadrare subito. Fosse stato il 1 aprile, avresti pensato a uno scherzo. Ma così non è. La crisi della nostra amata città sembra non avere più alcun argine. I negozi chiudono e le serrande si abbassano, inesorabilmente. Questa volta tocca a uno dei negozi più amati da tanti genitori e bambini cagliaritani: la Città del Sole di via Oristano, poco lontano dalla centralissima via Garibaldi.

Chiude la Città del Sole di Cagliari, sì, dopo 28 anni di attività. Punto di riferimento per l’acquisto di giochi e giocattoli speciali; di oggetti capaci di coniugare divertimento, intelligenza e curiosità. Tanto che, nel corso degli anni, tra l’affezionata clientela e il negozio si era venuto a creare un vero e proprio rapporto di fiducia, basato sulla qualità e sull’eticità dei prodotti in vendita, ma anche sull’umanità e sulla cortesia delle “dipendenti”, sempre disponibili ad aiutare papà e mamme, zie e zii, nonne e nonni, o chiunque altro avesse in mente di fare un regalo originale e “pensato” ai propri cari più giovani.

Per capire quanto importante sia stato (e lo sia ancora) per noi questo negozio, mi è bastato fare un rapido tour in camera di mia figlia e riconoscere con una certa facilità i giochi e gli oggetti ricevuti in dono e acquistati presso la Città del Sole nel corso degli anni: la magica tenda dove trascorrere i pomeriggi invernali; le costruzioni di legno per aiutarla a sviluppare la manualità e la fantasia; i soffici burattini a forma di gallina coi suoi teneri pulcini; gli animali della Schleich; i libretti morbidi del primo anno; gli unicorni e le fate da collezione per giocare a cavallo tra realtà e mondo dei sogni…

Chiude la Città del Sole – Le modalità della chiusura raccontate dalle dipendenti

Certo, anche i sogni alla fine svaniscono… e anche l’utopia. Ci fidavamo della Città del Sole, della sua filosofia commerciale che riecheggiava nel nome l’opera di Tommaso Campanella. Abbiamo creduto che fosse una catena di negozi un po’ diversi dagli altri: non solo perché interprete del principio dell’imparare giocando, ma anche perché capace di instaurare con noi genitori un rapporto sincero e una comunicazione chiara e diretta.

Oggi sapiamo invece che non è così. Le modalità di chiusura del “nostro” negozio, descritte dalle dipendenti del punto vendita cagliaritano, ci raccontano un’altra storia:

“Attendevamo ieri la visita di un responsabile della catena – hanno scritto sul loro profilo Facebook – per discutere dell’andamento del negozio, della crisi delle vendite perdurante, dei modi per affrontare il momento difficile. Tutte cose diventate purtroppo familiari a chi vive nel mondo del commercio, soprattutto in una città come Cagliari: non molto popolosa, non certo ricca, incastonata in un territorio che sembra in decadenza costante e inarrestabile.

Riceviamo invece la visita dell’intero board di comando dell’azienda, che dopo averci consegnato le lettere di rito ha semplicemente abbassato le serrande nel bel mezzo della giornata lavorativa, con clienti che avrebbero voluto entrare e poi cercavano di capire da dietro le serrande cosa mai fosse successo.

Questa situazione è ormai divenuta non più sostenibile e ci vediamo pertanto costretti ad adottare la soluzione più drastica consistente nella chiusura del negozio. Nel ringraziarLa per la collaborazione da Lei prestata all’azienda in questi anni, Le rinnoviamo i migliori saluti.

Fine. Pochi minuti per raccattare gli effetti personali lasciati in negozio (qualcosa dimenticata per la fretta e l’emozione), incredulità, lacrime, sconcerto.

Bastano queste poche righe di una lettera a rendere onore e giustizia ad un rapporto trentennale di collaborazione, di condivisione di valori, obiettivi e pratica quotidiana? Basta un semplice foglio volante affisso alla serranda con la scritta “chiuso per inventario straordinario” come spiegazione e saluto ai tanti clienti altrettanto trentennali della Città del Sole di Cagliari?

È in armonia questo colpo di mano della durata complessiva di pochi minuti con l’immagine che la Città del Sole ha sempre voluto dare di sé e della sua strategia aziendale? Equa e solidale nella scelta dei produttori, ecologica, eco-compatibile… e poi capace di chiudere un negozio storico senza mostrare la minima comprensione e interesse per il significato di questo gesto per la vita dei suoi dipendenti? Senza credere di dover provare tutte le strade prima di arrivare all’ultimo bivio? Senza sentirsi in dovere di preparare per tempo i propri dipendenti alla peggiore delle eventualità, perché anche loro possano avere il tempo di pensare a come riprogettarsi, a come affrontare un futuro incerto e minaccioso?

Ognuno dia la sua risposta. Ognuno che conosce la Città del Sole e la sua storia da quando è nata nel lontano 1972 per mano di Carlo Basso, dica la sua. Dica se questa procedura è coerente con la costruzione di una “brand reputation” moderna e consapevole – che non si costruisce con il mero rispetto delle procedure di legge.

Se invece che per un piccolo negozio del Centro di Cagliari, la stessa cosa, negli stessi identici modi, fosse successa per una fabbrica o una grande azienda con centinaia di dipendenti, tutto il Paese griderebbe allo scandalo ed esprimerebbe sdegno. Non si chiude un’azienda letteralmente in un’ora, senza che i dipendenti vengano informati con largo anticipo sulla possibilità che lo stato di crisi dell’azienda possa portare alla più drastica delle decisioni. Senza aver sperimentato prima altre soluzioni, anche insieme ai dipendenti consapevoli della situazione, consapevoli che certo la chiusura rientra fra le eventualità del commercio e della vita, ma che c’è un managament all’altezza che vuole provarle tutte prima di abbassare la serranda per sempre.

Questo è successo. Ancora adesso, il giorno dopo, tutto ha le sembianze di un film”.

Chiude la Città del Sole – Cagliari già cancellata dall’elenco dei negozi in Italia

Che la decisione di chiudere il negozio di Cagliari sia definitiva, si evince anche dal sito ufficiale della Città del Sole. Nella sezione dedicata ai punti vendita presenti nel territorio italiano, Cagliari è già stata cancellata dall’elenco completo delle località dove trovare la Città del Sole.

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Pipius.com esprime sdegno per quanto accaduto, manifesta tutta la propria solidarietà alle dipendenti della Città del Sole di Cagliari e le ringrazia per quanto fatto in questi trent’anni di lavoro.

Credit image: Facebook – R.P.

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