Pasqua in Sardegna: su coccoi cun s’ou

Pasqua in Sardegna: s’anguli, su pani cun s’ou o coccoi cun s’ou

Tra le tradizioni che la Sardegna ha conservato nel corso dei secoli, quella della preparazione del pane tipico de sa Pasca Manna è sicuramente tra le più suggestive dal punto di vista simbolico.

L’origine dell’uovo quale imperituro simbolo della rinascita della Natura si perde nella notte dei tempi. Oggi si usa regalare ai bambini uova di cioccolato o direttamente di plastica con mega sorpresa (ce ne sono di fantastiche!). Tradizionalmente, invece, si usava regalare ai bambini s’anguli, su pani o coccoi cun s’ou, dono che magari si portava in campagna per Pasquetta (Lunis de s’àngiulu) o che si consumava in casa durante la festa della resurrezione.

Su coccoi cun s’ou: prepararlo coi bambini

Su coccoi cun s’ou può essere preparato anche coi bambini, magari il sabato santo o quando avete tempo. La ricetta, disponibile in varie versioni, può essere semplificata. Ciò che risulta importante è il rituale, la realizzazione di un progetto gastronomico ricco di valenze simboliche ed estetiche che, pur essendo antichissimo, oggi è sempre più attuale.

In base al tempo che si ha a disposizione, è possibile scegliere se fare la pasta in casa oppure comprare pasta per coccoi in panificio.

Se si sceglie di fare la pasta in casa, per creare 10 coccois cun s’ou, sono necessari i seguenti ingredienti: lievito (la tradizione vorrebbe su fromentu, cioè un pezzo di pasta madre, ma 50 grammi di quello di birra vanno bene lo stesso); 1 Kg di sìmbula, cioè semola di grano duro; acqua (poco meno di mezzo litro, diciamo 400 ml); unu paghixeddu de sali (diciamo 15 mg di sale marino sardo). E, ovviamente, dexi ous (dieci uova). C’è anche chi ci mette un po’ di tzafaranu, zafferano sardo.

Quindi tocat a traballai sa pasta. Il lievito va sciolto in un bicchiere d’acqua non troppo calda. Sa sìmbula va versata in una scivedda (recipiente ampio di terracotta ma anche di plastica va bene) cui si aggiunge il lievito sciolto. Qui si versa l’acqua, meglio tiepida, dove abbiamo versato il sale, pian pianino, e si mescola, poi si lavora con le mani fino a ottenere un bell’impasto omogeneo, che va diviso in 10 pezzi più o meno uguali.

laboratorio di cucina coccoi cun s'ou

Il panetto di pasta va ancora lavorato: si deve allungare e si deve formare una sorta di doppio anello o corona dove al centro andrà posizionata una delle 10 uova. In pratica si fanno due anelli, in quanto la corona è formata da due parti: quella centrale, più spessa, che deve contenere l’uovo, e quella esterna che invece deve essere tagliuzzata.

coccoi cun s'ou

La corona va quindi decorata e qui la fantasia si può sbizzarrire. Is ainas (gli arnesi) da utilizzare per l’operazione artistica sono is ferrus (le forbici) e su gorteddeddu (un coltellino): il loro utilizzo dipende dall’età e dall’abilità dei bambini. Per i più temerari c’è anche la rotellina.

In pratica, col coltellino si taglia la corona (diciamo un taglio ogni due o tre cm), con le forbicine si fanno le punte o le codi di rondine (cioè is pitzicorrus), e poi con la rotellina dei segni. Per chi vuole, è possibile utilizzare la pasta per fare delle sculture, come per esempio un uccellino o una colombina che “porta” l’uovo, o una croce che tiene l’uovo.

Chiaramente, tutto ciò è fattibile con l’attiva collaborazione degli adulti e coi bambini più grandi di età.

coccoi cun s'ou fantasiaA questo punto si prendono le 10 uova, che devono essere sbollentate in acqua per poco più di un minuto, al massimo due, in modo che in forno non si aprano. S’ou si ponit in mesu, al centro della coroncina (in verticale o di sbieco, dipende dal gusto).

Nel frattempo si porta il forno a 200 gradi e si mettono is coccois cun s’ou a cuocere, finché la pasta del pane non è cotta, cioè dorata (è meglio controllare che sia ben cotta, tuttavia dovrebbero bastare 25 minuti).

Una volta sfornati e lasciati freddare, is coccois cun s’ou sono pronti. Tuttavia è possibile, lasciando la tradizione, aggiungervi un tocco di colore e di zucchero, magari con varie guarnizioni colorate di zucchero o di cioccolato (de gustibus).

Su coccoi cun s’ou: regalarlo ai bambini

Regalare su coccoi cun s’ou ai bambini è, oggi più che mai, un gesto bene augurante. Rappresenta un’ottima alternativa alle tante uova di cioccolato e ai sorpresoni con cui la tivù ci bombarda in questo periodo (e che sicuramente non mancheranno).

Ma è anche un modo per insegnare ai bambini un linguaggio universale, fatto di simboli, per recuperare il senso di una festa antica come il mondo che, nonostante l’inverno, rinasce ciclicamente in primavera.

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