Dante e la Sardegna: il viaggio in Sardegna tra storia e leggenda

Tra Dante e la Sardegna esiste un rapporto davvero particolare, tanto che a dire di Enrico Costa (1841-1909), il più importante scrittore sardo dell’Ottocento, se le tenebre che avvolgono la storia della Sardegna nel secolo XIII vennero in parte squarciate, lo si deve proprio a Dante Alighieri e alla sua Divina commedia.

Dante e la Sardegna

Il sommo poeta, scrive Enrico Costa nel capitolo intitolato “Dante e la Sardegna” contenuto nel suo celebre romanzo storico Adelasia di Torres, fu l’unico a porre fine all’assordante silenzio dei cronisti medievali italiani nei confronti della storia sarda.

Un silenzio davvero strano se non addirittura di sorprendente. Perché se leggiamo i testi danteschi con attenzione, ci accorgiamo che Dante dà notizie precise su vari personaggi sardi, di nascita o d’adozione, realmente esistiti come Michele Zanche, fra’ Gomita, Branca Doria, il Giudice Nino Gentile e la sua Giovanna.

Il poeta toscano, quindi, sembra essere piuttosto ben informato sulle vicende inerenti alla Sardegna, della quale parla sia nella Divina commedia, sia in altri scritti.

Dante, scrive sempre Enrico Costa,

«ci parla delle febbri malariche, delle costumanze delle donne di Barbagia, e persino della lingua sarda; e le sue notizie, tutte nuove di zecca, vennero in seguito raccolte e commentate da letterati d’ogni tempo, con tale disaccordo di opinioni, da renderci persuasi dell’ignoranza degli italiani in fatto di storia sarda».

Enrico Costa – Adelasia di Torres

Ma come faceva Dante a conoscere così tante cose sui Sardi e sulla Sardegna?

Ricordi danteschi di Sardegna

A questa e altre domande rispose Tommaso Casini (1859-1917), filologo e storico della letteratura, che contribuì autorevolmente allo sviluppo degli studi danteschi con numerosi lavori, tra i quali ricordiamo:

  • l’innovativa ed estesa prefazione all’edizione della Vita Nuova del 1885;
  • la bellissima edizione critica e commentata della Divina Commedia del 1889-91;
  • i fondamentali Scritti danteschi del 1913.

Infatti, nel 1895 il Casini pubblicò un saggio divenuto ormai celebre, vero e proprio classico dell’ermeneutica dantesca, intitolato Ricordi danteschi di Sardegna.

A spingere lo studioso emiliano a scrivere il documentato saggio sul rapporto tra Dante e la Sardegna era un senso di stupore e di «meraviglia» nel notare come, non solo la storia, ma anche «la geografia, la lingua, i costumi, gli uomini, i fatti della Sardegna nel tempo di Dante» venissero rispecchiati nelle sue opere «con tanta precisione e abbondanza d’informazioni» e in forte contrasto col «silenzio» che tutti i suoi contemporanei manifestarono nei confronti dell’Isola.

La conoscenza approfondita delle “cose di Sardegna” da parte di Dante portò il Casini a porsi delle domande fondamentali, quali:

  • Come faceva Dante a conoscere così tante cose sulla Sardegna?
  • Da chi apprese il Poeta le informazioni sulle gesta dei personaggi sardi descritti nella Divina commedia?
  • E quelle sugli avvenimenti e sui costumi dell’Isola?
  • È possibile che Dante abbia visitato la Sardegna?

Il viaggio di Dante in Sardegna

Leggendo attentamente alcune descrizioni fisiche e orografiche presenti nei testi danteschi, il Casini vi ritrovò l’inconfondibile paesaggio geografico della Sardegna. Forse Dante si ispirò all’isola di Tavolara quando descrisse la montagna del Purgatorio?

Chi dai monti della Gallura o dal porto di Terranova ammira la deserta e sassosa isola di Tavolara, che sale a picco dalle acque, coronata sulla cima di una folta boscaglia che ricorda la selva del paradiso terrestre, avrà perfettamente illusione di trovarsi innanzi al Purgatorio, quale lo foggiò l’ardita fantasia di Dante.

Tommaso Casini – Ricordi danteschi di Sardegna

Dante e i legami con i personaggi “sardi”

Tommaso Casini fu il primo studioso a ricostruire i rapporti di amicizia e di lavoro che legarono Dante ad alcuni personaggi che in Sardegna ci vissero e che ci andarono più volte nel corso della loro esistenza, come ad esempio il Giudice di Gallura Nino Visconti o ancora Corrado Malaspina, entrambi immortalati nelle pagine della Divina commedia.

È quindi possibile che Dante abbia visitato insieme a loro la Gallura e il Logudoro, in un’epoca in cui

«ai genovesi, ai pisani, ai lombardi ed ai toscani il viaggio di Sardegna doveva essere assai più famigliare che oggi generalmente non sia per noi italiani del continente»?

Tommaso Casini – Ricordi danteschi di Sardegna

Ricordi danteschi di Sardegna

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