Domenico Lovisato raccontato ai ragazzi: alla scoperta della geologia e della paleontologia in Sardegna

domenico lovisato

Domenico Lovisato: garibaldino, matematico, geologo

Cent’anni fa, il 23 febbraio 1916, moriva a Cagliari Domenico Lovisato, uno dei più importanti scienziati sardi d’adozione, il cui lavoro è stato di fondamentale importanza per la conoscenza geologica e paleontologica della Sardegna: cioè delle sue rocce, dei suoi terreni e dei suoi fossili.il dottore delle pietre

Nato nell’Isola d’Istria il 12 agosto 1842, quindi sotto il dominio asburgico e prima dell’unità d’Italia, Lovisato fu impegnato politicamente e militarmente al fianco di Garibaldi, combattendo addirittura durante la Terza Guerra d’Indipendenza. Egli fu quindi irredentista e garibaldino: idee politiche che lo portarono diverse volte a essere rinchiuso in prigione dalla polizia austriaca.

Laureatosi a Padova nel 1867, ottenne in seguito l’abilitazione per l’insegnamento della Matematica e della Fisica nelle suole superiori. Durante la sua esperienza in qualità di professore liceale a Sondrio, in Valtellina, si appassionò alla mineralogia e alla geologia, cioè allo studio dei minerali e alla conformazione dei terreni.

I suoi studi sul territorio e le letture delle opere più significative del periodo lo portarono, nel 1874, a fare una prima ipotesi sulla deriva dei continenti, teoria che sarebbe stata formulata in maniera esplicita da Alfred Wegener quarant’anni più tardi, secondo la quale i Continenti non sarebbero “statici” ma si muoverebbero l’uno rispetto all’altro.

Domenico Lovisato: la prima volta in Sardegna

Lovisato arrivò per la prima volta in Sardegna come professore di liceo a Sassari nel 1874. Dopo un breve soggiorno in Italia, ritornò nella città turritana con l’incarico di professore di mineralogia dell’Università nel 1878. Fu allora che cominciò a esplorare l’Isola Bella (così chiamava la Sardegna).

Ma un’avventura straordinaria l’avrebbe allontanato dalla Sardegna per qualche tempo: una missione esplorativa nei pericolosi e affascinanti Mari del Sudcomandata dall’intrepido avventuriero Giacomo Bove, tra il 1881 e il 1882.

Domenico Lovisato e il Gennargentu del Sud America

La spedizione scientifica italiana, sostenuta dal governo argentino, aveva come scopo l’esplorazione di alcuni territori praticamente sconosciuti della Patagonia e della Terra del Fuoco: territori inospitali dal punto di vista climatico e umano.

Tra le terre visitate da Domenico Lovisato ci fu anche la sconosciuta Isola degli Stati, il cui territorio venne esplorato tra l’inizio di febbraio e la fine di marzo del 1882. Grazie alle ricognizioni del geologo fu anche possibile costruire nel 1884 il Faro di San Juan, conosciuto volgarmente come il Faro del Fin del Mundo reso celebre dallo scrittore Jules Verne.

Nella parte orientale dell’isola individuò una catena di monti dal profilo aspro e austero, situata tra il fiordo di Porto Cook, Port Vancouver e Blossom Bay: Lovisato la battezzò Catena del Gennargentu, in onore di quella che era già diventata la sua terra d’adozione.

Domenico Lovisato: il ritorno in Sardegna

Al rientro dalla missione scientifica nei mari australi venne nominato professore di Mineralogia e Geologia dell’Università di Cagliari, città nella quale trascorse il resto della sua vita e nella quale morì, come già detto, nel 1916: i suoi resti si trovano nel cimitero monumentale di Bonaria.

Fu in questo periodo che lo scienziato sardo d’adozione attraversò in lungo e in largo la nostra isola per raccontare al mondo, attraverso le sue numerose pubblicazioni scientifiche, le vicende geologiche di una terra antichissima.

Lovisato fu l’erede scientifico di Alberto Lamarmora, uno dei più importanti esploratori della Sardegna, e fu in sostanza il fondatore del Museo di Geologia e Paleontologia dell’Università di Cagliari.

In questo piccolo ma grande gioiello della museologia sarda, ospitato in alcuni locali della Facoltà di Scienze della Terra dell’Università di Cagliari (visitabile anche dalle scolaresche su appuntamento o durante la manifestazione Cagliari monumenti Aperti), sono oggi custoditi i minerali e i fossili più rappresentativi della Sardegna.

Tra questi ultimi ricordiamo: la tartaruga sarda di più di 20 milioni di anni fa; i resti del mammut ritrovati a San Giovanni Sinis e a Gonnesa; il Prolagus Sardus ovvero il “topo coniglio” che per secoli forse fu il piatto preferito dai nuragici; la testa e le vertebre del Tomistoma Calaritanus, il coccodrillo cagliaritano del miocene; l’affascinante Clypeaster, i mitici Trilobiti e la bellissima Amphiope nuragica di Nuragus.

amphiope nuragica domenico lovisato - sardoa

Lovisato fu anche uno dei fondatori del CAI, il Club Alpino Italiano, in Sardegna. Camminatore instancabile, la sua tenuta da escursionista appassionato venne descritta e immortalata dallo scrittore sassarese Enrico Costa: “Domenico Lovisato, col cappello all’alpinista, colla giacca alla cacciatora, e coi due inseparabili martelli alla cintola”. Uno di questi è custodito nel suo museo.

Domenico Lovisato: contro il disboscamento della Sardegna

Ma Domenico Lovisato non è importante solo per le sue esplorazioni scientifiche e per aver istituito il museo che oggi porta il suo nome, ma anche perché fu uno dei più fermi oppositori alle politiche di disboscamento autorizzate dal governo sabaudo in Sardegna.

“L’inconsapevole bestia umana per ingordigia di danaro” – sosteneva Lovisato – aveva trasformato quel tesoro naturalistico e geologico di grande valore che era il Gennargentu in “un povero calvo”, in “un vecchio decrepito”.

Forse è per questo motivo che Lovisato chiamò Catena del Gennargentu quei monti sperduti nella sconosciuta isola del Sud America: in essi probabilmente vi trovò la memoria di una Sardegna più antica, quando ancora regnavano i boschi e la vegetazione era rigogliosa, prima che quella piaga tutta umana chiamata disboscamento mutasse “un paradiso in squallido deserto”.

Domenico Lovisato – Per saperne di più:

Marina Petronio – Il dottore delle pietre

Giacomo Bove – Patagonia, Terra del fuoco, Mari australi

Leggi anche:

Il coccodrillo cagliaritano: alla scoperta del Tomistoma del Miocene

Sardegna in miniatura: il parco dei dinosauri

Dinosardo: Parco Paleontologico dedicato ai dinosauri

BittiRex: i dinosauri sbarcano in Sardegna

Share