La festa di Sant’Efisio raccontata da Enrico Costa e Valery

La festa di Sant’Efisio è uno degli eventi culturali più interessanti della Sardegna. La sua leggendaria vita e la sua solenne processione hanno affascinato, secolo dopo secolo, scrittori e viaggiatori, sardi e stranieri, come ad esempio Enrico Costa e Valery.

La bella di Cabras: la festa di Sant’Efisio

Enrico Costa è uno dei più celebri scrittori sardi dell’Ottocento e ha contribuito a far conoscere l’Isola ai sardi e ai continentali. Studioso appassionato della storia e delle tradizioni, per lui  la festa di Sant’Efisio rappresenta un avvenimento culturale e sociale di fondamentale importanza per comprendere l’anima sarda e cogliere l’essenza più vera della Sardegna.

In un illuminante passo del suo capolavoro, intitolato La bella di Cabras, scrive:

Il forestiero che visita la Sardegna, e volesse portar seco un’impressione vera degli uomini e della natura, degli usi e costumi antichi nei principali punti dell’isola, non dovrebbe tralasciare la festa di Sant’Efisio a Cagliari …

Ma non solo. Nelle pagine di questo affascinante e coinvolgente romanzo storico ottocentesco, Enrico Costa ci offre una delle più interessanti e fedeli descrizioni della festa di Sant’Efisio mai pubblicate.

Infatti, il capitolo 23 del libro è interamente dedicato alla “festa più solenne e popolare della capitale dell’isola”, capace di richiamare “un numero considerevole di curiosi e di devoti, i quali danno alla festa una vivacità singolare ed alla città un insolito movimento di persone e di danaro”.

Vero e proprio reportage storico, folkloristico e antropologico della festa, questo capitolo del romanzo risulta molto interessante per numerosi aspetti: dalla descrizione del vecchio mercato “infestato” dai piciocus de crobi, alle bancarelle che vendono ogni tipo di specialità culinaria, alla descrizione della città di Cagliari nell’Ottocento, solo per citarne alcuni.

Di sicuro interesse è il racconto sulle origini della festa di Sant’Efisio, che Enrico Costa ricostruisce in breve nel testo, attingendo a solide fonti storiche e archivistiche. Così come l’ampia descrizione della processione che dalla chiesa di Stampace si snoda per le vie di Cagliari, proseguendo per Giorgino, per concludersi a Pula e Nora.

Precedono il carro del Santo tre suonatori di launeddas che sbuffano lungo la passeggiata, con tanto d’occhi aperti e con le guancie gonfie come palle da bigliardo…

La festa di Sant’Efisio nel Viaggio in Sardegna di Valery

Oltre al bellissimo racconto dello scrittore sardo, la festa di Sant’Efisio è protagonista anche di uno dei capolavori ottocenteschi della letteratura turistica. Stiamo parlando del Viaggio in Sardegna di Valery che racconta di una terra sconosciuta e unica; silenziosa guardiana di un incredibile patrimonio storico e culturale.

Dalle meraviglie naturalistiche a quelle archeologiche, passando per le gesta di personaggi quali Eleonora d’Arborea e Giommaria Angioi, il viaggio di Valery è una vera e propria immersione nella Sardegna più autentica.

E tra i tesori nascosti di questa terra senza tempo, un posto particolare ce l’ha proprio la festa di Sant’Efisio, alla quale lo scrittore francese dedica un’affascinante descrizione nel capitolo XLI della sua guida di viaggio.

Valery, infatti,  ebbe modo di assistere di persona alla più splendida tra le feste nella prima metà dell’Ottocento:

Il giorno susseguente al mio arrivo a Cagliari, era il giorno della conversione di Sant’Efisio, la più splendida tra le feste di questo patrono della città, greco d’origine, generale di Diocleziano e martire…

Oltre a trenta mila abitanti accorsi alla solennità, presentavano il più magnifico, il più raro tra gli spettacoli, quanto alla ricchezza, alla varietà degli abiti, alla festività delle danze, alla giocondità dei molti pranzi sull’erba…

Valery – Viaggio in Sardegna

L’importanza della passione e delle tradizioni

Entrambi gli scrittori si interrogano inoltre sui valori di questa festa. Per Valery l’intensità con cui la gente vive la sagra di Sant’Efisio è qualcosa di straordinario che la razionalità non può del tutto comprendere né spiegare.

Com’è  possibile – si chiede dal canto suo Enrico Costa – che il pellegrinaggio del santo guerriero venga vissuto sempre con lo stesso fervore e la stessa devozione da secoli? Ebbene, lo scrittore sardo non ha dubbi: ciò avviene perché le tradizioni sono

la vita del popolo, di un popolo che crede perché ama, che spera perché soffre, che si affida all’ignoto perché in terra non gli si rende giustizia.

Enrico Costa – La bella di Cabras

Per saperne di più:

Enrico Costa – La bella di Cabras: scheda e recensioni

Valery – Viaggio in Sardegna: scheda e recensioni

Leggi anche:

Sant’Efisio – Tutti gli articoli

Share
eBook Indibooks Amazon