Helgoland di Carlo Rovelli: recensione e trama del libro Adelphi

Helgoland Carlo Rovelli

Helgoland è il titolo del libro di Carlo Rovelli pubblicato da Adelphi nel 2020. Si tratta di un saggio divulgativo che indaga in maniera semplice e interessante i significati più importanti che si nascondono dietro lo sviluppo della fisica quantistica.

Consigliato a tutte le persone curiose d’ogni genere ed età (dai 14/16 anni in su), il libro offre numerosi spunti di riflessione e permette di comprendere importanti concetti della fisica quantistica, della scienza e della filosofia.

Ho scritto queste pagine in primo luogo per chi non conosce la fisica quantistica ed è curioso di comprendere. Ma il libro è pensato anche per colleghi, scienziati e filosofi, che più approfondiscono la teoria più ne restano perplessi.

Carlo Rovelli, Helgoland

Helgoland: cosa significa il titolo?

Helgoland è il nome di un’isola (l’Isola Sacra) del Mare del Nord, presso la quale il giovane fisico tedesco Werner Heisemberg trascorse diverso tempo. Durante questo soggiorno, trovò un’idea che permise di costruire la struttura matematica della teoria dei quanti, una delle rivoluzioni scientifiche più importanti di tutti i tempi.

Le idee chiave della teoria dei quanti

Il libro è suddiviso in tre parti. La prima parte contiene la spiegazione delle 3 idee chiave della fisica quantistica:

  • gli inosservabili;
  • la probabilità;
  • la granularità del mondo.

Infatti, partendo dal racconto storico della nascita della teoria dei quanti, Rovelli inizialmente illustra la prima idea chiave, ovvero il concetto assurdo de “gli inosservabili”, pensato dal giovane Heisemberg durante il suo soggiorno nell’isola di Helgoland. Prosegue poi con le altrettanto affascinanti ma “fuorvianti” speculazioni fisiche (e filosofiche) di Erwin Schrödinger, quindi delucida la terza idea chiave riprendendo i contributi di Max Planck, Niels Bohr e Albert Einstein (per citarne solo alcuni).

Helgoland Carlo Rovelli

Il gatto di Schrödinger

Nella seconda parte del libro, l’autore descrive le varie strade che vennero intraprese dai fisici per cercare di uscire dalla “confusione” generata dalla nascita e dallo sviluppo della teoria dei quanti. In particolare, vengono illustrati in maniera esaustiva e semplice alcuni concetti fondamentali come ad esempio quello del gatto di Schrödinger, nonché tutte le conseguenze che da questo “apologo celeberrimo” vennero poi dedotte.

Il significato dirompente di una rivoluzione scientifica e culturale

In queste pagine, Rovelli introduce i lettori alla forza rivoluzionaria e dirompente della teoria dei quanti. Infatti, il significato di questa vera e propria “rivoluzione fisica” si spinge ben oltre le questioni scientifiche. In tal modo, la realtà deve essere considerata come una rete di relazioni, al di fuori della quale non è possibile comprendere nulla.

La chiarezza concettuale della fisica classica è stata spazzata via dai quanti. La realtà “non è” come la descrive la fisica classica.

Invece di vedere il mondo fisico come un insieme di oggetti con proprietà definite, la teoria dei quanti ci invita a vedere il mondo fisico come una rete di relazioni di cui gli oggetti sono i nodi. 

Carlo Rovelli, Helgoland

Se guardiamo alla realtà che la meccanica quantistica ci presenta con uno sguardo obsoleto, rischiamo di smarrirci e allo stesso tempo di non cogliere la profondità di idee e concetti davvero sconcertanti, ma ricchi di significato. Come ad esempio l’Entaglement ossia l’interazione fra tutti i componenti dell’universo.

La tessitura del mondo: tra fisica e filosofia

La terza parte del libro è un invito alla riflessione. In particolare, l’autore spinge i lettori a lasciare le certezze acquisite per cercare di comprendere che a tessere il mondo sono le relazioni e le interazioni e non le cose e gli oggetti.

Non c’è nulla di misterioso in questo:  il mondo non è diviso in entità a sé stanti. Siamo noi che lo separiamo in oggetti per nostra convenienza.

Carlo Rovelli, Helgoland

Una concezione della realtà, quella dipinta dalla fisica quantistica, che è possibile ritrovare nella filosofia indiana, e in particolare ne Le stanze del cammino di mezzo di Nagarjuna, autore del II secolo. D’altronde, il fascino del pensiero orientale sui fisici contemporanei rappresenta una delle chiavi di lettura fondamentali per poter comprendere la realtà descritta dalla fisica quantistica.

Si pensi all’influenza che il “mondo come rappresentazione” (dal genuino sapore indiano) di Schopenhauer ebbe su personaggi quali Schrödinger o Einstein.

O ancora, per arrivare ai nostri giorni, si consideri l’importanza nel panorama culturale del celebre libro Il tao della fisica di Fritjof Capra.

Ripensare il mondo

Helgoland è un invito a lasciare ogni certezza, perché la ricerca della conoscenza non può nutrirsi di certezze, ma piuttosto di una sua radicale assenza. Questa, secondo Rovelli, è sempre stata la forza del pensiero scientifico che deve essere interpretato come pensiero della curiosità, della rivolta, del cambiamento.

Non aver paura di ripensare il mondo è la forza della scienza: da quando Anassimandro ha eliminato le colonne su cui si appoggiava la Terra, Copernico l’ha lanciata a roteare nel cielo, Einstein ha sciolto la rigidità della geometria dello spazio e del tempo e Darwin ha smascherato l’illusione dell’alterità degli umani.

La realtà si ridisegna in continuazione in forme via via più efficaci. Il coraggio di reinventare in profondità il mondo: questo è il fascino sottile della scienza.

Carlo Rovelli, Helgoland

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