Leggende sarde famose: racconti fantastici, malefici e misteriosi

Leggende sarde

Le leggende sarde raccontano di luoghi e creature fantastiche, malefiche e tenebrose presenti in Sardegna fin dai tempi più antichi. Tramandate oralmente per secoli e secoli, le leggende sarde sono ancora oggi molto diffuse tra la gente.

Leggende sarde famose e suggestive

Ma quali sono le leggende sarde più famose? E quelle più suggestive?

Diamo uno sguardo ai più importanti racconti antichi della Sardegna, attraverso i ritratti dei personaggi e delle creature fantastiche, malefiche e tenebrose che popolano le leggende sarde. Troveremo, inoltre, oggetti magici, tesori nascosti, miracoli e malefici, luoghi antichi ancora oggi ricchi di mistero.

Creature tenebrose: leggende sarde horror

S’èrchitu: uomo malvagio che durante la notte si trasforma in una bestia terribile e tenebrosa, capace di annunciare la morte. Esistono numerose storie dedicate a s’èrchitu, principalmente nella Sardegna centrale.

Sa sùrbile: terribile figura femminile, è una sorta di vampiro. Si ciba della linfa vitale di neonati e bambini. Anzi, spesso si tratta della stessa nonna dei piccoli ai quali cerca di succhiare il sangue durante la notte. Può assumere diverse sembianze, sempre in maniera inconsapevole, cioè in seguito a un maleficio.

S’àrgia o arza: ragno, insetto o donna (con sembianze di ragno o insetto) che punge le persone costringendole ballare incessantemente per farle diventare matte se non addirittura per ucciderle. Nelle leggende sarde dedicate a questa malevola creatura si accenna sempre a un rituale di cura (un ballo) che era necessario fare per salvare i malcapitati.

Sa Musca macedda: insetto micidiale e diabolico, è dotato di un pungiglione che inocula veleno mortale. In tante leggende, sa Musca macedda è causa di sterminio di interi villaggi. Spesso, la si ritrova come guardia di grandissimi tesori, per lo più nascosta in una pentola.

Il ballo dei morti: in Gallura, le anime dei morti che ritornano nel mondo dei vivi vengono chiamate Li Vuglietti (i folletti). Quando però i morti si ritrovano per danzare o compiere altre azioni, sono detti la Reula (rèula), alla quale sono dedicate molti racconti leggendari.

Leggende sulle Panas: la credenza delle Panas (fantasmi di donne morte di parto) è diffusa in tutta la Sardegna. In generale, le leggende sarde descrivono le Panas come creature del tutto simili alle donne viventi, che quindi non hanno perso la loro fisionomia. È per questo che è difficile riconoscerle, perché non hanno l’apparenza di uno spirito o di un fantasma.

Fate e creature fantastiche

Sas janas o is gianas: sono gli esseri fantastici più conosciuti delle leggende sarde. Descritte generalmente come fate sarde o piccole donne magiche abitanti nelle tombe prenuragiche scavate nelle rocce (dette appunto domus de janas o domos de gianas), sono le protagoniste di numerosi racconti popolari della Sardegna.

Felicita e Feliciana: si tratta di due fate che abitavano i boschi nei monti di Anela. Emanavano una luce intensa ma cercavano di non farsi mai vedere dagli esseri umani, in particolar modo dalle donne, le quali provarono a ucciderle per gelosia e invidia.

La Pazzia: affascinante figura femminile protagonista di alcune celebri leggende sarde, attraverso le quali si descrivono le qualità morali delle donne e degli uomini di numerosi paesi della Sardegna.

Maria Mangrofa: singolare personaggio femminile protagonista di numerosi racconti popolari diffusi a Orosei e dintorni. Descritta come giovane bellissima o bruttissima vecchia, la sua figura è quella della custode di un inestimabile tesoro, nascosto nelle grotte o nei ruderi di un antico borgo denominato Ruinas.

Leggende sarde sulle donne

Leggende su Medusa: descritta dai greci come una creatura terribile, in Sardegna è protagonista di numerose leggende.

Leggende su Eleonora d’Arborea: regina, guerriera e legislatrice, Eleonora d’Arborea è la protagonista di numerose leggende sarde medievali a lungo diffuse in tutta la Sardegna.

La regina del castello di Malaspina: infelice storia d’amore ambientata a Bosa.

La leggenda della bella di Sanluri: molto conosciuta ancora oggi, narra la storia della donna che uccise il Re Martino, conquistatore della Sardegna contro l’esercito sardo indipendente del Giudicato d’Arborea.

Eurania di Thalasai: racconto d’amore dal sapore medievale.

Legge sarde dicate a s’accabadora: le accabadoras erano donne che nei tempi antichi praticavano l’eutanasia in Sardegna. Sospese tra realtà e mito, le loro storie sono diventate leggende. Tra queste, ricordiamo ad esempio quella dedicata a Maria Eltili di Baunei.

Leggende sarde con santi, diavoli o altre creature divine o demoniache

La leggenda di Sant’Antonio del fuoco, il Prometeo dei Sardi: la leggenda di Sant’Antonio abate, chiamato Sant’Antoni de su fogu in lingua sarda, è tra le più conosciute in Sardegna. La celebrazione della sua festa, che cade il 17 gennaio, annuncia l’inizio del Carnevale Sardo, su Carrasciali o Carrasegare.

Sant’Efisio: forse il santo più noto in Sardegna, è protagonista di storie e leggende.

San Martino: La storia di Martino è molto celebre e ricca di significati, e non è un caso che, al di là degli aspetti religiosi, piaccia ancora tanto ai grandi e ai bambini. Come tutti i racconti agiografici, anche quello di San Martino è ricco di varianti e sfumature che cambiano da paese a paese.

Leggende sarde sul diavolo. In Sardegna, sono numerose le leggende dedicate al diavolo, che viene chiamato in sardo con numerosi nomi ed epiteti. Tra questi:

  • Sa Tentatzioni (nel sud Sardegna);
  • Su Tiàulu;
  • Su Dimòniu;
  • Belzebù.

Sorammala: leggenda diffusa a Orune che narra delle avventure di un violento e temuto diavolo di nome Sorammala, cioè s’ora mala (ossia “la cattiva ora”).

Leggende sarde: notti magiche, fiori portentosi e riti d’iniziazione

Sa rosa ‘e Gericò: la rosa di Gericò è un fiore magico e portentoso che si raccoglieva la notte di San Giovanni, considerata per tantissimo tempo una delle notti più magiche e misteriose. Non a caso, durante questa notte che celebra il solstizio d’estate, si celebrano ancora oggi antichissimi riti propizi e d’iniziazione.

La felce maschio: leggenda incentrata sui tre magici fiori della felce maschio. Infatti, secondo una credenza molto diffusa tra i banditi della Gallura, chiunque avesse posseduto questi tre fiori, non sarebbe stato ucciso dal piombo, cioè dalle armi da fuoco.

Su ‘èciu e su zovanu: il vecchio e il giovane è il titolo di una nota leggenda molto diffusa a Oliena e nel nuorese. Racconta del rito di iniziazione del giovane al mondo adulto.

Il vecchio e il forestiero: si tratta di leggende che raccontano la fine del geronticidio, antica e crudele pratica che sarebbe stata diffusa in Sardegna prima dell’avvento del cristianesimo. Secondo tale usanza, infatti, i vecchi che avevano superato i 70 venivano considerati un peso per la società e quindi uccisi.

Luoghi misteriosi e fantastici, terribili e diabolici

La Sella del diavolo:  vecchia leggenda di Cagliari, che racconta dell’epica e incessante lotta tra il bene e il male ossia tra gli angeli e i diavoli, iniziata agli albori del tempo.

Sa tumba ‘e Nurai o la leggenda dello sbadiglio: si tratta di alcune storie diffuse a Lula e incentrate su una profonda dolina chiamata Sa tumba ‘e Nurai, nella quale si gettavano le donne di facili costumi.

Orgìa: celebre fata o strega, che abitò a lungo in un tempio prenuragico vicino a Esterzili (Sa domu ‘e Orgìa). La sua figura leggendaria e vendicatrice è associata a quella della terribile Musca macedda.

Perda Liana: Perda ‘e Liana è il nome di un celebre monumento naturalistico (si tratta di un tòneri o tacco di pietra) situato nel territorio di Gairo in Ogliastra. Secondo varie leggende, sarebbe stata la porta dell’inferno. La notte, infatti, era facile incontrare streghe e demoni se non addirittura il diavolo in persona.

La voragine di Monte Arquerì: non distante da Perda Liana si trova la voragine di Arquerì, una delle case dei diavoli.

Telai d’oro e tesori nascosti

Il telaio d’oro di Gorroppu: alle janas è dedicata anche la famosa leggenda del telaio d’oro che, si racconta, si trovasse nell’impervia gola di Gorroppu, per la precisione nella zona detta appunto S’ascusòrgiu (cioè “tesoro nascosto”). Protagonista del racconto molto diffuso in tutto il Supramonte (da Baunei a Dorgali) è la fata o jana di Adarre.

Il tesoro di Arrole: leggenda diffusa a Urzulei, narra della ricerca di un celebre tesoro nascosto. Sempre a Urzulei, in Ogliastra, è diffusa la leggenda “Il tesoro destinato alla quarta moglie”.

Il Castello di Navarra: racconto popolare di Lotzorai, in Ogliastra, che unisce il tema del tesoro nascosto e de sa Musca macedda.

Il tesoro del Castello di Burgos: tenebroso castello del Goceano, ancora oggi visibile, è famoso perché pare custodire uno dei tesori più imponenti nascosti in Sardegna. Tuttavia, i ruderi del castello e il misterioso tesoro sono custoditi e difesi da un temibile fantasma.

Il tesoro di Sòvana: leggenda di Oliena che racconta di un tesoro abbandonato in un vecchio e disabitato paese sardo all’epoca delle invasioni dei mori.

Il tesoro sognato o il sogno del tesoro: leggende che narrano di sogni dove viene svelato il luogo in cui è nascosto un tesoro (su scusòrgiu) spesso maledetto. Sono diffuse in tutta la Sardegna e variano da storia a storia.

Leggende sarde: nascita e scomparsa di interi paesi

Tra le leggende sarde più famose ci sono quelle che raccontano di pietrificazioni nonché della nascita e della scomparsa di paesi e città. Tra queste, alcune delle più celebri sono:

  • Aristana, leggenda sulla nascita della città di Oristano;
  • Dure, racconto incentrato sulla scomparsa di un antico borgo fondato dai Romani vicino a Lula e Bitti;
  • le origini di Dorgali;
  • l’incendio di Ollolai.

Leggende sarde sulle pietrificazioni di persone

Molto diffuse in tutta la Sardegna sono i racconti sulla pietrificazione di uomini e donne, bambini e animali. Tra le più famose, ci sono:

  • Giorgìa rabbiosa;
  • Giuglìa;
  • Maria Coccoroddi;
  • Sa preda ballarina;
  • Il monte di paglia e il monte di grano;
  • Efis ed Efisina.
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