Letteratura in lingua sarda nel Seicento: poesia, storia e teatro

Durante l’epoca moderna, la lingua sarda venne utilizzata da vari autori isolani per la produzione di testi poetici, storici e teatrali. Fra gli scrittori che nel Seicento produssero importanti opere di carattere culturale e letterario in sardo, è necessario ricordare Gian Matteo Garipa di Orgosolo, Fra Antonio Maria da Esterzili e Salvador Vidal di Maracalagonis.

Giovanni Matteo Garipa e l’utilità della lingua sarda

A Orgosolo, paese situato nel centro della Sardegna, tra i tanti e splendidi murales che ne arricchiscono le strade e le case, ce n’è uno scritto interamente in sardo, nel quale si può leggere:

Juvanne Matheu Garipa est nàschidu in Orgòsolo intre su 1575 e su 1585. Fit fizu de Bernardino Garipa e Juvanna Fois. Est istadu ordinadu pride in Casteddu su 12/03/1612. Est istadu pride in Foghesu e Rettore in Baunei e Triei.

In su 1627 pùblicat in Roma su “Leggendariu de Santas Virgines et Martires de Jesus Christu” dedicadu a sas zovanas de Baunei e Triei. Morit in Roma in su 1640.

Il murale è dedicato a Giovanni Matteo Garipa. Nato a Orgosolo tra il 1575 e il 1585, nel 1627 pubblicò a Roma un libro intitolato: Leggendariu de Santas Virgines et Martires de Jesus Christu.

Il Legendàriu è un testo che raccoglie le biografie di quarantadue sante della Chiesa e che il religioso orgolese tradusse dall’italiano al sardo. Questo perché egli era un convinto sostenitore dell’utilità della Lingua Sarda, la quale doveva essere adoperata in ogni aspetto della vita.

A tal fine, proprio nell’introduzione all’opera, Gian Matteo Garipa descrive la limba nassionale come:

clara et intellegibile (iscrita et pronunciada comente convenit) tantu e plus qui non quale si querjat de sos vulgares, pusti sos italianos et ispagnolos, et totu cuddas qui tenen platica de latinu la intenden mediamente: non dia tenner, a parte miu, prite si retirare sos qui queren ajudare a sos naturales a sas limbas istragnas pro imparare a sos furisteres, tenende plus obligacione de ajudare a sos frades, qui a sos angenos.

Fra Antonio Maria d’Esterzili e la nascita del teatro in sardo

Di Antonio Maria sappiamo con certezza che nacque ad Esterzili nel 1644 e che morì nel 1727. Tuttavia non conosciamo né il suo cognome né abbiamo notizie certe sui luoghi dove visse e si formò escluso il fatto che sicuramente trascorse dei periodi della sua vita a Iglesias, a Sanluri e a Cagliari.

Tra le poche notizie che possediamo su di lui, pare certo che il frate di Esterzili venne accusato e punito dagli organi ecclesiastici per un “crimine pessimo”. Secondo alcuni studiosi si trattò d’un reato politico oppure a sfondo amoroso.

Al di là delle poche informazioni circa la sua vita, Fra Antonio Maria occupa un posto importantissimo nella storia letteraria della Sardegna in quanto è da considerarsi il primo drammaturgo e commediografo della storia del teatro in lingua sarda.

Infatti, l’Archivio storico di Cagliari ci ha conservato una raccolta di opere a lui riconducibili che hanno un inestimabile valore culturale. Il titolo completo di questa raccolta è Libro de comedias escripto por Fray Antonio Maria de Estercili sacerdote capuchino en Sellury 9bre a 18 año 1688, composta da cinque opere scritte in sardo:

  • Conçueta del nascimento del Christo,
  • Comedia de la Pasion de N.ro Señor Christo,
  • Representacion de la comedia del desenclavamiento de la cruz de Christo nuestro Señor,
  • Versos que se representan el dia de la resurreccion,
  • Comedia grande sobre la Assumption de la Virgen Maria Señora nuestra a los cielos.

 

Salvador Vidal e l’Urania Sulcitana

Giovanni Andrea Simone Contini nacque a Maracalagonis, in provincia di Cagliari, il 26 giugno del 1581. Studiò nella capitale sarda e nel 1603 venne ordinato sacerdote. Prese il nome di Salvador Vidal col quale è conosciuto ancora oggi in Sardegna, Italia e Spagna. Nel 1618 entrò a far parte dell’ordine francescano.

Si racconta che Vidal fosse una persona dotata di una grande intelligenza e sensibilità. Fu sicuramente un predicatore stimato dal popolo sardo che ebbe modo di conoscere durante i suoi numerosi viaggi in giro per l’isola. Visse per un lungo periodo in Spagna ma soggiornò anche in Italia, specialmente in Toscana. Per lungo tempo ebbe fama di santo, soprattutto per le sue doti di esorcista, ma si attirò anche alcune accuse di eresia.

Nel 1636 fece ritorno in Sardegna dopo un periodo trascorso in Corsica. A Sassari compose e pubblicò nel 1638 un poema in Lingua Sarda sulla vita, le opere e il martirio di Sant’Antioco intitolato Urania Sulcitana De sa Vida, Martyriu, & Morte de su Benaventuradu S. Antiocu, Patronu de sa Isola de Sardigna.

Secondo Sergio Bullegas che ne ha curato un’edizione critica, l’Urania Sulcitana attraverso l’uso del sardo-logudorese, la particolare versatilità della lingua sarda e la sua estrema fedeltà al latino offre ai linguisti un’interessantissima materia di studio.

Il religioso di Maracalagonis fu inoltre protagonista di una celebre diatriba che egli ebbe con lo studioso sassarese Francesco Angelo de Vico, autore della Historia General de la Isla y Reyno de Sardena.

Salvador Vidal fu una delle personalità di spicco della cultura religiosa sarda tanto che alcune delle sue opere scritte in latino, italiano e spagnolo furono conosciute ed apprezzate soprattutto fuori dall’isola. Morì a Roma nel gennaio del 1647.

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