Letteratura sarda del Seicento: autori e opere tra Spagna e Sardegna

Il plurilinguismo caratterizza la letteratura sarda del Seicento, così come quella dei secoli precedenti. La maggior parte delle opere vengono redatte in spagnolo e in sardo, ma non mancano i contributi in catalano, italiano e latino.

Il periodo storico e il contesto culturale in Sardegna nel XVII secolo sono caratterizzati da fenomeni quali:

  • “spagnolizzazione” del Regno di Sardegna;
  • la lotta per l’autonomia politica del Regno di Sardegna da Madrid (localismo);
  • la competizione tra Cagliari e Sassari;
  • fondazione delle due università a Cagliari nel 1626 e a Sassari nel 1632;
  • diffusione dell’arte, della letteratura, del teatro e della cultura barocca.

Letteratura sarda del Seicento: tra spagnolo e lingua sarda

Un’analisi della produzione letteraria del XVII secolo ha messo in evidenza come i testi in spagnolo siano stati composti da autori “cittadini” che facevano parte dell’alto clero, della nobiltà e del ceto amministrativo; mentre quelli in lingua sarda da scrittori dei “paesi” e delle “campagne”, appartenenti a ordini religiosi minori.

L’utilizzo di queste due lingue è comunque uno degli aspetti più caratteristici della letteratura sarda del Seicento. Si pensi alle opere in spagnolo e alla famosa farsa tragicomica in sardo e castigliano di Juan Francisco Carmona o ancora ai testi in lingua sarda di Gian Matteo Garipa, Antonio Maria da Esterzili e Salvador Vidal.

Letteratura sarda in lingua spagnola

Ciò che è certo, è che nel Seicento la lingua spagnola venne utilizzata dagli autori isolani anche come idioma letterario e culturale. In tal modo la letteratura sarda entrò a far parte del più ampio fenomeno della cultura barocca.

Jorge Aleo

Jorge Aleo (Cagliari, 1620 circa – 1685 circa) fu un frate cappuccino impegnato nella predicazione in varie località della Sardegna. Coinvolto nella celebre congiura che culminò con l’assassinio del viceré Camarassa, venne bandito dal Regno dal viceré di San Germano. Fu quindi un importante sostenitore dell’autonomia del Regno di Sardegna dalla Corona di Spagna.

È autore di Successos generales de la Isla y Reyno de Serdeña (Cagliari, 1684) e del manoscritto Historia chronologica y verdadera de todos los successos y cosas particulares succedidas en la Isla y Reyno de Serdeña, del año 1637 al año 1672 pubblicato solo nel Novecento.

Jacinto Arnal de Bolea

Primo Contabile della Corona e Primo Segretario del Marchese di Villasor, Jacinto Arnal de Bolea è uno degli scrittori più importanti e interessanti della letteratura sarda in spagnolo del XVII secolo. È l’autore degli Encomios en octavas al Torneo (Cagliari, 1627), poema in ottave dedicato al torneo cavalleresco di Cagliari che si svolgeva durante la festa di San Saturnino; nonché di El forastero (Cagliari, 1636), romanzo che si rifà ai canoni estetici del barocco e che segue le regole del “culteranismo”.

El forastero, come già detto, è un romanzo molto interessante per il linguaggio adoperato dal De Bolea: un castigliano arricchito da latinismi, italianismi, sardismi e francesismi. In questo libro, quindi, emergono con forza i caratteri peculiari della letteratura sarda moderna:

  • il plurilinguismo e l’utilizzo di lingue, espressioni e parole provenienti dai vari contesti sociali e culturali presenti nell’isola;
  • l’attaccamento alla Sardegna e in particolare alla città di Cagliari;
  • la forza dei legami culturali tra l’isola e la Spagna, non solo da un punto di vista politica, ma anche culturale.

Francisco de Vico

Francisco Angelo de Vico (Sassari, 1580 circa – Madrid 1648) è uno degli storici del diritto sardi più importanti dell’epoca moderna. Laureatosi in leggi e filosofia presso la celebre Università di Salamanca, visse per lungo tempo a Sassari dove ricoprì diversi incarichi pubblici e politici. Inoltre, fu il primo sardo ad essere eletto Reggente del supremo consiglio d’Aragona. In seguito si trasferì a Madrid.

Di notevole importanza risulta l’opera intitolata Leyes y Pragmaticas reales del reyno de Serdeña (Napoli, 1640), poiché rappresenta la prima raccolta di leggi e prammatiche del Regno di Sardegna. Fu autore della celebre Historia general de la isla y regno de Serdeña (Barcellona, 1639), nonché protagonista di una celebre polemica con Salvador Vidal: Apologatio honorifica a las obieciones que haze el P. A. Salvador Vidal (Madrid, 1643).

Giuseppe Zatrillas Vico

Giuseppe Zatrillas Vico (Cagliari, 1648 – Tolone, 1707) fu uno scrittore di successo e fama. Importante esponente del ceto nobiliare e di quello militare, fu protagonista della vita politica sarda e spagnola. Nei difficili anni della guerra di successione spagnola venne mandato in esilio a Tolone perché schieratosi dalla parte di Carlo III. Fu autore del romanzo Engaños y desengaños del profano amor (Napoli, 1687-88) e del Poema eroico al merecido aplauso del unico oraculo de las musas (Barcellona, 1696).

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