Bruno Munari e la creatività dei bambini: libri e laboratori per piccoli designer

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Bruno Munari e la creatività dei bambini

Bruno Munari (1907 – 1998) è stato un importante artista e designer italiano che, durante l’arco dell sua vita professionale, ha dedicato allo sviluppo della creatività nei bambini numerosi progetti, realizzando importanti libri, giochi e laboratori.

Per entrare nel mondo di un bambino – scriveva Munari in Arte come mestierebisogna almeno sedersi per terra, non disturbare il bambino nelle sue occupazioni e lasciare che si accorga della vostra presenza.

Conoscere i bambini significa rispettarli. Per poterlo fare è necessario conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita, il che non significa essere irresponsabili, ma piuttosto preservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire e la voglia di comunicare. E trasmettere tutto ciò agli altri.

Da questa filosofia nasceva l’idea di progettare strumenti per aiutare i bambini a non smarrire il loro originario senso di curiosità verso il mondo. L’idea di vivere in una società omologata, fatta di persone che svolgono attività ripetitive e poco stimolanti, non piaceva per nulla a Munari, che al contrario considerava la creatività diffusa la vera ricchezza della società moderna, unico e vero antidoto all’apatia.

Per Munari, lavorare sui bambini, aiutandoli a sviluppare il loro senso creativo, si traduceva in primis in un investimento per il futuro, finalizzato a coltivare cittadini migliori che non fossero semplici strumenti del sistema.

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Bruno Munari e la creatività dei bambini: il plurisensorialismo

Uno dei punti di partenza per lo sviluppo del pensiero creativo è dato dalla consapevolezza della conoscenza plurisensoriale insita nei più piccoli. I bambini, infatti, sono degli sperimentatori nati, delle persone curiose che vogliono vedere come si possono fare le cose in maniera alternativa.

La scoperta della realtà avviene attraverso il gioco, con l’utilizzo di tutti i sensi, in quanto i bambini vivono immersi in un mondo tutto nuovo. Così, per mezzo dell’esplorazione e della sperimentazione, e attraverso il gioco, imparano e memorizzano.

In Da cosa nasce cosa Munari sottolineava proprio l’importanza dell’esplorazione sensoriale e ribadiva la necessità di aiutare i bambini a non perderla nel cammino verso l’età adulta.

“Che valore attribuiscono, per esempio, i grandi all’educazione tattile?” si chiedeva il designer italiano. “Probabilmente alcuno” rispondeva. Eppure per i bambini il tatto è uno dei sensi fondamentali. Non solo quindi la vista dev’essere al centro della stimolazione sensoriale, ma anche la percezione immediata, in particolare quella offerta dal toccare ed esplorare con le mani e col corpo il mondo circostante, le cose, gli oggetti.

Partendo da queste premesse filosofiche relative alle esigenze di sviluppo dei bambini, subito dopo la Seconda guerra mondiale, Munari progettò alcuni dei primi giocattoli in gomma piuma, con anima in fil di ferro, per poter assumere infinite posizioni ed essere in questo modo utilizzati dai bambini per sperimentare il loro universo tattile e motorio.

Il primo, non a caso, fu un gatto: Meo Romeo. Non diceva forse Munari che conoscere i bambini è come conoscere i gatti?  Il secondo non poteva che essere una scimmietta, Zizì, simbolo di curiosità per antonomasia.



Bruno Munari e la creatività dei bambini: progetto e rivoluzione

Si trattava di un’idea rivoluzionaria: non più giocattoli a senso unico, ma “aperti”, in modo che il bambino avesse la possibilità di utilizzare strumenti per il gioco con forme semplici e materiali innovativi.

La filosofia progettuale nata da questa prima sperimentazione è quella che ancora oggi viviamo con più consapevolezza: permettere ai bambini di giocare con giocattoli, libri, strumenti che non siano “a senso unico” ma che diano loro la possibilità di inventare molteplici storie e combinazioni.

Pensiamo ai Prelibri ovvero ai libri progettati per bambini che non hanno ancora imparato a leggere e scrivere, ma che possono essere interpretati attraverso una serie di stimoli, sensazioni ed emozioni; oppure ai libri illeggibili razionalmente ma che, al contrario, possono essere letti con la fantasia; o ancora ai formidabili e colorati Cappuccetto Verde, Cappuccetto Giallo e Cappuccetto Bianco, dove i protagonisti delle fiabe diventano i colori. Senza dimenticare le macchine di Munari, inutili perché non producono beni di consumo materiali, ma utilissime per chi invece ha bisogno di beni di consumo spirituali.

In sintonia con questa metodologia progettuale, dal 1976 Bruno Munari diventa il protagonista di una lunga attività didattica e laboratoriale, denominata Giocare con l’arte, che il designer-filosofo organizza con la collaborazione di scuole e musei in tutto il mondo. Nei laboratori da lui ideati, i bambini manipolano diversi materiali, disegnano, creano, e svolgono svariate attività. Attraverso questi giochi, sviluppano la propria fantasia, lo spirito inventivo, la creatività e l’immaginazione. In altre parole, imparano giocando.

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Bruno Munari e la creatività dei bambini: fantasia, invenzione e immaginazione

Ma che cos’è la creatività? E perché i bambini devono svilupparla? Si tratta di una facoltà utile oppure inutile?

In un libro intitolato Fantasia Bruno Munari riflette su queste domande e fornisce alcune importanti risposte, attraverso la descrizione delle facoltà creative.

Egli distingue quattro facoltà: fantasia, invenzione, creatività e immaginazione.

La fantasia viene descritta come una facoltà totalmente libera che permette di pensare anche alle cose più assurde e impossibili, a tutto ciò che prima non c’era anche se irrealizzabile.

L’invenzione è invece la realizzazione di qualcosa di utile all’uomo, senza porsi alcun problema estetico: tutto ciò che prima non c’era ma esclusivamente pratico.

La creatività è invece ciò che permette di realizzare tutto ciò che prima non c’era in modo essenziale e globale: è quindi un’applicazione della fantasia che però deve tener conto degli elementi concreti del problema per la sua realizzazione. Come capacità produttiva deve unire fantasia e razionalità (che ritroviamo già nell’invenzione), ma è già sensibilità e consapevolezza progettuale, che deve tener conto degli aspetti funzionali ed estetici.

Tutte e tre queste facoltà si avvalgono dell’immaginazione, che è la capacità di rendere visibile ciò che la fantasia, l’invenzione e la creatività pensano.

Per stimolare la creatività, intesa come unione funzionale di fantasia e invenzione, è necessario esercitare tutte queste facoltà, affinché si possano creare relazioni e connessioni tra fantasia, conoscenza e realtà, ovvero “relazioni inedite” tra cose che esistono già e cose che non si vedono ma che sono “immaginabili”.

In questo senso, la creatività è una facoltà fondamentale per il ben vivere, dapprima dei bambini, quindi degli adulti: per queste ragioni è una facoltà che deve essere esercitata sin dalla prima infanzia, prima che sia troppo tardi.

Per Munari, infatti, una persona senza creatività è una persona incompiuta e incompleta, incapace di risolvere i problemi che quotidianamente deve affrontare, e per questo bisognosa costantemente d’aiuto. Senza creatività non c’è possibilità d’indipendenza né di autonomia. 



Bruno Munari e la creatività dei bambini: libri e laboratori per piccoli designer

Bruno Munari – I prelibri

Bruno Munari – Gigi cerca il suo berretto

Bruno Munari – Zoo

Bruno Munari – Cappuccetto verde

Bruno Munari – Cappuccetto giallo

Bruno Munari – Cappuccetto bianco

Bruno Munari – Il venditore di animali

Bruno Munari – Il prestigiatore giallo

Bruno Munari e la creatività degli adulti

Bruno Munari – Fantasia

Bruno Munari – Arte come mestiere

Bruno Munari – Da cosa nasce cosa

Bruno Munari – Le macchine di Munari

Bruno Munari – Verbale scritto

Bruno Munari – Supplemento al dizionario italiano

Bruno Munari – Good design

Bruno Munari – Artista e designer

B. Finessi e M. Meneguzzo – Bruno Munari

Bruno Munari e la creatività dei bambini: arte, didattica, giochi e laboratori

Bruno Munari – Laboratori tattili

Bruno Munari – Disegnare un albero

Bruno Munari – Disegnare il sole

Bruno Munari – Alfabetiere

Bruno Munari – Libro illeggibile «MN 1»

Bruno Munari – Il quadrato

Bruno Munari – Il cerchio

Bruno Munari – Il triangolo

Bruno Munari – Guardiamoci negli occhi. Look into my eyes

Bruno Munari – Design e comunicazione visiva. Contributo a una metodologia didattica

B. Restelli – I bambini autori di libri. Il gioco delle pieghe secondo il metodo Bruno Munari

M. Perosino – Abc e altri giochi di Bruno Munari

V. Garavaglia – Bruno Munari. Il gioco del teatro  

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