Pattinodromo via Rockefeller: l’impianto sportivo è stato pulito!

Finalmente una bella sorpresa per tutti gli sportivi, grandi e piccoli, che frequentano l’impianto di via Rockefeller a Cagliari dove sono ubicati il palazzetto dello sport, un campo di basket all’aperto e il pattinodromo con le sue due piste, una grande (anello per il pattinaggio di velocità e rettangolare per quello artistico) e una più piccola, adiacente alla maggiore: dopo le nostre segnalazioni, l’area è stata oggetto di una pulizia approfondita e accurata, e i rifiuti (anche pericolosi) sono stati rimossi.

Le operazioni di pulizia, cominciate il 4 aprile, sono andate avanti anche nella giornata odierna (5 aprile). E l’impianto si presenta alla vista del pubblico che lo utilizza davvero pulito e quindi più bello. Intorno al campo di basket all’aperto sono state raccolte la foglie secche e i tanti rifiuti ammassati; le aiuole sono state ripulite e l’erba tagliata; gli spazi che circondano la pista di pattinaggio puliti a fondo da ogni sorta di immondezza ammassata da chissà quanto tempo.

Pattinodromo via Rockefeller: la necessità di pulire con perizia

La necessità di pulire in maniera approfondita e con perizia l’impianto sportivo, è emersa in maniera urgente quando, la settimana scorsa, sono state ritrovate anche delle siringhe tra i vari rifiuti sparsi nell’area interna. Un conto è pulire un’area dalle foglie e dal pattume, un conto invece è quando ci si trova davanti a tipologie di rifiuti più pericolosi e difficili da gestire (come le siringhe): in questi casi – a nostro modo di vedere – la pulizia deve essere fatta in maniera oculata e responsabile da personale esperto. Come effettivamente ci sembra sia stato fatto con buon senso in questi giorni.

Pattinodromo finalmente pulito: per la gioia dei bambini, ma anche dei grandi

Giova ricordare che l’area è frequentata, soprattutto il pomeriggio, da numerosi bambini che si allenano con le varie associazioni sportive di pattinaggio (ma anche di basket). La presenza di siringhe all’interno dell’impianto sportivo, come segnalato dal nostro sito, aveva causato un certo allarmismo nei genitori, anche perché molti fratellini e sorelline dei piccoli atleti che si allenano, sono soliti giocare anche intorno alla pista di pattinaggio: corrono, vanno in bici, esplorano gli spazi, come giusto i bambini facciano.

Oggi anche queste zone “di sfogo” e di gioco per i bambini sono finalmente e civilmente libere dai vetri, dai rifiuti organici, dalle siringhe, dall’immondizia in generale. Ma non solo. Il fatto di poter vedere dove i bambini mettono le mani permette anche ai genitori di stare un po’ più tranquilli.

Pulizia del Pattinodromo – Grazie a tutti!

Il nostro articolo dello scorso 27 marzo dedicato allo stato d’incuria e sporcizia in cui versava il pattinodromo è stato letto da migliaia di persone; le nostre fotografie che ritraevano le siringhe abbandonate e i cumuli di spazzatura hanno fatto il giro della città, sono state inviate ai rappresentanti dell’amministrazione e del consiglio comunale, e alcune sono state inserite anche nell’interrogazione urgente presentata il 29 marzo da Raffaele Onnis e Giorgio Angius, come da noi già sottolineato nell’aggiornamento all’articolo sopra citato.

Oggi possiamo dire che il nostro obiettivo è stato raggiunto: sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica in modo che i diritti degli adulti e dei cittadini del futuro, cioè dei bambini, vengano rispettati. I bambini cagliaritani hanno il diritto di fare sport e di giocare in ambienti puliti. A volte è difficile, si sa, per la maleducazione e l’ignoranza di molte persone. Ma noi genitori non possiamo permettere che questo accada.

Per quanto detto sopra, un ringraziamento speciale va a tutte le persone che hanno condiviso il nostro allarme; a tutti quelli che, leggendo il nostro articolo e vedendo le nostre immagini, hanno sollecitato le istituzioni comunali a intervenire in maniera responsabile per affrontare la penosa (nonché pericolosa) situazione; ai consiglieri comunali che hanno sensibilizzato gli organi di governo cittadino; all’amministrazione comunale che non è rimasta sorda al nostro appello.

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