Sa Surbile: terribile “vampiro strega” delle leggende sarde

Sa Surbile

Tra le figure demoniache che popolano le leggende sarde un posto di tutto rispetto merita sa Surbile (sùrbile), vero e proprio vampiro succhia-sangue e portatore di morte.

Si tratta di un personaggio femminile che in varie località dell’Isola, soprattutto nel centro nord, assume diversi nomi: Sùivile, Sùrvile, Surbèntile, Sorbèntile e altri ancora.

Sa Surbile: ànima mala

E’ spesso rappresentata come una ànima mala, un’anima cattiva di una donna vecchia che in alcune notti dell’anno assume varie forme.

Sa Surbile, il più delle volte, assume la parvenza di un gatto, di una mosca oppure si trasforma in vento, come un vero e proprio spirito che si separa dal corpo. Questo “soffio” trascinato dalle forti raffiche si infila nelle case dove dormono bambini appena nati con l’intento di succhiar loro il sangue e la vita.

Una “strega vampiro”

Come già detto, spesso sa Surbile è una donna vecchia. In molti racconti popolari è addirittura la nonna del bambino cui va a succhiare il sangue e che di conseguenza uccide. Una metamorfosi cui la donna è costretta da leggi sovrannaturali che non può controllare, di cui è vittima.

Si tratta in altri termini di una figura a metà strada tra il vampiro e la strega della tradizione europea con connotazioni tipiche della Sardegna e delle varie località.

Similitudini con s’Erchitu e su Boe Muliache, Cogas e Panas

Non è un caso che il termine “sùrbile” richiami proprio il soffiare del vento e il succhiare del sangue. In generale si può quindi affermare che sa Sùrbile è la rappresentazione di un’entità fisica e spirituale che porta con sé sciagure di vario tipo, ed è sempre associata al brutto tempo ed alle bufere di vento.

Per questo a volte si confonde con s’Erchitu e con su Boe Muliache.

Simile a sa Coga, anche sa Sùrbile viene smascherata perché durante le notti in cui compie i misfatti spesso si procura dei tagli, delle lesioni o delle ferite che, puntualmente, si ritrovano anche nel corpo umano della donna il mattino dopo.

Un’altra figura cui viene spesso associata e anche confusa è quella de sa Pana (forse meglio conosciute al plurale coi termini Is Panas e Is Panixeddas).

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