Sant’Efisio per bambini e ragazzi: storia, goccius, disegni

Sant'Efisio per bambini

Sant’Efisio, un eroe antico che piace tantissimo a bambini e grandi, pipius e mannos. La sua leggendaria vita e la sua solenne festa, così come nel passato, continuano ad appassionarci ed entusiasmarci.

Questa è la sua bellissima storia, accompagnata dai gòccius in sardo e dal “ritratto” fatto da una sua piccola ma grande fan dei giorni nostri.

Sant’Efisio per bambini e ragazzi: storia e goccius

Tanto tempo fa, quando Diocleziano governava l’Impero romano, nella città di Elia Capitolina, che oggi si chiama Gerusalemme, nacque un bambino coi capelli neri e gli occhi castani. Il suo nome era Efisio.

Alexandra, mamma del piccolo, era di religione pagana, cioè credeva nell’esistenza di più divinità. Al contrario, il papà era cristiano: credo religioso che a quei tempi si stava diffondendo in Asia, Africa ed Europa, ma che non era visto di buon occhio da tanta gente.

Tra questi, c’era proprio Diocleziano, che cercò di ostacolare la diffusione della “nuova religione” (erano passati solamente 300 anni circa dalla nascita e dalla morte di Gesù). Infatti, l’Imperatore aveva ordinato ai soldati romani di uccidere tutte le persone che si professavano cristiane. Per lui l’unica religione giusta era il paganesimo.

Efisio e Diocleziano

Un giorno, quando Efisio era ormai un ragazzo, Diocleziano si recò in visita a Gerusalemme (che all’epoca faceva parte dell’impero romano). Alexandra, che era una donna molto ricca e potente, presentò Efisio all’Imperatore.

Diocleziano rimase molto colpito dal temperamento del giovane e lo nominò comandante di un esercito di soldati con un compito  molto speciale: reprimere la fede cristiana.

Fu così che Efisio venne mandato in Italia per uccidere tutti quelli che credevano in Gesù.

In Elia Nascieis
Accanta de Antiochia
E donau a idolatria
Finzas a trint’ annus biveis
A su tempus, chi moveis
Contra Sardigna orgogliosu.

Sant’Efisio: l’Italia e la croce

Durante una spedizione nell’Italia meridionale, avvenne una cosa straordinaria. In cielo si scatenò un’incredibile tempesta che produsse uno strano quanto assordante rumore, che fece cadere Efisio da cavallo.

Poi, all’improvviso, una voce potente squarciò le nuvole nere e disse: «Efisio! Fermati!».

«Chi sei tu? E se sei davvero così forte come vuoi farmi credere, dimostramelo!» rispose Efisio con fermezza e senza timore.

«Io sono il Cristo, figlio di Dio. Colui il quale tu offendi e perseguiti» proferì la potente e roboante voce, mentre in cielo cominciò a splendere un’immensa e cristallina croce infuocata.

La stessa che, subito dopo, Efisio vide formarsi nel palmo della propria mano destra. Davanti a tale miracolo, scoppiò in lacrime.

A su imperiu Soberanu
A su tronu, raju e luxi
Bieis in s’aria una cruxi
E un atera in sa manu
Aturdiu a bonu mengianu,
Parteis meda paurosu.

Sant’Efisio e la Sardegna

Inizialmente Efisio non parlò con nessuno della sua conversione.

Avvenne però un altro fatto strano.

Diocleziano comandò a Efisio di recarsi in Sardegna.

Durante l’attraversata del mare, un’altra tempesta e un’altra visione celestiale lo convinsero del tutto a gettare la maschera e a prendere le difese della sua nuova religione.

Giunto nell’isola, che Efisio sentì subito “domu sua”, scrisse alla madre e a Diocleziano facendo professione di fede cristiana ed esortandolo a lasciare in pace i devoti cristiani.

L’Imperatore non la prese per nulla bene: si adirò e ordinò al prefetto di Cagliari di arrestare Efisio per riconvertirlo al paganesimo.

«Se non ci riuscite, uccidetelo!» furono le sue parole.

I soldati romani minacciarono e torturarono in ogni modo Efisio per fargli cambiare idea. Ma alla fine di ogni giornata, Cristo appariva ad Efisio per consolarlo e per guarirgli le ferite.

Isciendi s’Imperadori
Custa santa mutazioni
Iscrit a si ponni in presoi
Cun ira, rabbia e furori,
Ma s’Angelu de su Signori
Si visitat quidanosu

Il prefetto, allora, decise di ucciderlo. Dapprima provarono a bruciarlo, ma le fiamme si spensero.

Quindi cercarono di trafiggerlo con le spade, ma queste si spezzavano al contatto col corpo del sant’uomo.

Giuliu iniquu Presidenti
Cumandat chi a bastonadas
In palas bostas sagradas
Si seghint incontinenti
E postu in mesu a sa genti
Siais oggettu bregungiosu.

No cuntent’a custas penas
Cussu iniquu Presidenti
Cun puntas de ferru callenti
Si raschiat nerbius e venas
Cun respiru essendo apenas
Su corpu bosu diciosu.

Sant’Efisio e la gente

Molti soldati, davanti a tali inspiegabili miracoli, fuggirono spaventati. La notizia della santità di Efisio, il soldato romano venuto dal Medio oriente, cominciò a spargersi tra la popolazione.

«Gesù Cristo – si raccontava in giro – lo protegge da ogni tipo di violenza e non lo lascia morire».

«Gli angeli vengono a trovarlo tutte le sere e gli sanano le ferite».

«Perché lui sta dalla nostra parte».

«Efis sta coi deboli, con gli oppressi, con chi soffre, coi malati».

«Efis è dalla parte di chi combatte, di chi va per mare».

«Efis sta col popolo cagliaritano, con i Sardi».

Fu così che la gente cominciò a chiedere la liberazione di Efis dalla prigione; da quello stesso carcere che si trova ancora oggi nei sotterranei del quartiere di Stampace, “sotto” la sua chiesa.

Su sucessori Flavianu
Pustis de setti turmentos
Inumanos e sagrientus
Si cundennat pro Cristianu
E bosu allirgu e uffanu
Abbrazzais sa morti diciosu.

Custu barbaru inflammau
A vista de tanti passienzia
Si fulminat sa sentenzia
D’essi in Nora degogliau
E de su Xelu animau
Offreis su zugu preziosu.

Il martirio a Nora e la promessa per Cagliari, la Sardegna e le sue genti

Per evitare sommosse e disordini, il prefetto fece portare Efisio da Cagliari a Nora. In quella spiaggia, pronto al martirio, il santo rivolse il suo sguardo verso la città e la sua terra tutta, giurando di proteggerla in eterno da ogni male, mentre la lama del boia gli tagliava la testa.

Sa devota cavalleria
Si acclamada protettori
chi siais intercessori
Luxi santa e segura via
Pregheis Deus e Maria
Po su celesti riposu.

De Casteddu Appassionau
Sempri siais difensori
Sighei a essiri intercessori
Efis martiri sagrau

Protettori poderosu
De Sardigna speziali
Liberainosi de mali
Efis martiri gloriosu.

(Gòccius de su gloriosu martiri Sant’Efis)

Sant’Efisio visto dai bambini

Sant’Efisio visto dai bambini è un eroe variopinto, accompagnato sempre da tanti fiori, tanta gente e tanto colore. Il suo mantello, il pizzetto e la devozione delle persone d’ogni genere lo rendono un personaggio misterioso e affascinante.

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