Sassari raccontata da Stanis Manca in Sardegna leggendaria

Sassari raccontata da Stanis Manca

La Pasqua a Sassari è il titolo di un bellissimo racconto di Stanis Manca contenuto in Sardegna leggendaria, raccolta di scritti dedicati alla Sardegna dal celebre autore d’origine sarda.

Quando penso alle processioni di settimana santa che riempivano di giubilo la vecchia città di Sassari, mi sento spuntare le lacrime agli occhi.

Oh! Lasciatemi intenerire però innanzi ad uno de’ più bei ricordi dell’infanzia, pensando alla processione di li cavaglieri!

Al meriggio, dalla chiesa di San Giacomo, usciva la loro processione, con l’intervento di moltissime dame, preceduta dalla musica cittadina e seguita, si può dire, dall’intera popolazione.

Era forse il più grande avvenimento dell’anno!

Stanis Manca – Sardegna leggendaria

La Sassari del passato

Sassari, città natale dello scrittore trapiantato in Continente, è la protagonista di questa “escursione” letteraria e culturale dal gusto tutto pasquale, ma anche del racconto intitolato Ne’ vicoli di Sassari, nel quale Stanis Manca dipinge un emozionante affresco dell’antica città:

Nere viuzze, strette, e mal lastricate; case basse, formate dal solo piano terreno, e senza finestre, botteguccie anguste in cui si ammonticchiano i generi più disparati. Tutta la gamma degli odori, da quello che emana il concime de’ cavalli ammassato in un angolo, a quello che si sprigiona sottile da’ grossi mazzi di aglio appesi nelle mostre delle erbivendole; turbe di pizzinni pizzoni scamiciati che giuocano alla marrocula – la trottola – in mezzo alla strada…

Stanis Manca – Sardegna leggendaria

Sassari: poesia e tradizioni culinarie

Dalla lettura dei racconti di Stanis Manca emerge anche un’altra inconfondibile caratteristica di Sassari: quella di essere una delle capitali della cultura e della poesia. Infatti, nel bellissimo racconto intitolato Le gare poetiche in Sardegna, lo scrittore restituisce le vivide ed emozionanti immagini di quella che fu una delle più celebri gare di poesia improvvisata in lingua sarda, svoltasi al teatro Politeama.

Ho assistito ad una gara poetica che ha avuto luogo in occasione delle feste di ferragosto al Politeama Verdi di Sassari.

A quella gara partecipavano il Cubeddu, il Contini, il Farina, il Pirastru ed il Testoni; e in ognuno di essi dovetti ammirare o la forza, o l’arguzia, o la spontaneità.

Il Cubeddu, inspirandosi di nuovo alla sua filosofia biblica, fece l’elogio della saggezza, unica fonte di ogni umana felicità, mentre il Contini, con curioso contrasto, desiderò di essere un secondo Gorki per illustrare anche lui i dolori della Russia, o una seconda Grazia Deledda per cantare di nuovo le bellezze della Sardegna.

E tutto questo, s’intende, in ottave rapide, spedite, che si succedevano l’una all’altra, sotto l’affrettato commento corale de’ tenores schierati dietro il gruppo de’ poeti.

Stanis Manca – Sardegna leggendaria

La vera Sassari è protagonista anche in Gastronomia sarda, un’interessantissima escursione culturale e poetica dedicata da Stanis Manca alle peculiarità del cibo e della cucina tipica della Sardegna:

Anche oggi, qualche osteria dei vicoli più reconditi riesce ad arrostire la sua cordula, che è un intreccio di interiora d’agnello, all’esterno della porta, e la prediletta cavolata dei contadini sassaresi emana dall’interno i suoi penetranti odori.

Questa cavolata, che è sempre in onore a Sassari, figura tra le sue usanze tradizionali; ed infatti un tipico poeta della vecchia città, Pompeo Calvia, l’ha compresa in una vivace serie di sonetti evocanti tutte quelle usanze; ed è un quadretto di genere, di una gastronomia quasi sentimentale.

La Cauladda

Passendi calchi volta in Santa Giara
una casa, lu zelu, già m’ammenta,
e l’occi so’ di me’ cummari cara
e la cauladda cun fiaggu d’amenta…

Stanis Manca – Sardegna leggendaria

La Sardegna leggendaria di Stanis Manca

La Sardegna di Stanis Manca è quella di fine Ottocento. Sospesa tra mito e realtà, vive un impetuoso fermento culturale, nonostante i celebri banditi e le terribili grassazioni.

In queste cronache ed escursioni c’è tutta la Sardegna di fine Ottocento, ancora sospesa tra mito e realtà, per certi versi simile a quella descritta da viaggiatori famosi come Valery, Tyndale e von Maltzan.

C’è la Sardegna attraversata da sud a nord da un impetuoso fermento culturale, nonostante banditi e grassazioni:

c’è Sassari, con i suoi stretti vicoli impregnati di ricordi e di odori, cantata dal poeta Pompeo Calvia;

c’è Nuoro, l’Atene Sarda, città di poeti, novellieri e artisti;

c’è Cagliari col suo ricco e variopinto mercato e i suoi spagnoleschi balconi dove le donne dagli ardenti occhi castani fastìgiant coi loro morosi;

ci sono gli usi e i costumi delle zone interne;

c’è la cultura più vera dell’isola, quella dei poeti estemporanei che sembrano usciti da una pagine dell’Iliade.

Introduzione a Sardegna leggendaria

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