Settembre in Sardegna: feste e tradizioni del “capodanno” sardo

Settembre in Sardegna

Settembre in Sardegna è il primo mese del calendario sardo tradizionale.

Per tale ragione, settembre in sardo si dice Cabudanni e Cabudanne: nome che indica “l’inizio dell’anno” cioè la ripresa delle attività lavorative. Non a caso, settembre è il mese in cui si rientra dalle ferie estive e si ritorna a scuola per il nuovo anno scolastico.

Settembre in Sardegna: al via il nuovo anno

Tradizionalmente, settembre in Sardegna è il mese che dà inizio al nuovo ciclo di lavori nel settore agrario e pastorale.  Quindi, è il tempo della pianificazione e riorganizzazione del lavoro in vista dell’autunno e dell’inverno.

Nel passato, le terre comuni erano divise in “biddatzone” e “paberile”, cioè metà dedicate al pascolo e metà coltivate. Pertanto, il mese di settembre era di fondamentale importanza per stipulare i vari accordi di lavoro e collaborazione tra pastori e contadini.

Le feste di settembre in Sardegna

In tale contesto economico e sociale, un ruolo fondamentale per la società veniva svolto dalle feste popolari e religiose.

Molte di queste feste tradizionali si svolgono ancora oggi a settembre in tutta la Sardegna. Tra le più famose, ricordiamo:

  • Sa festa manna di Nostra Signora di Gonare a Orani e Sarule (8 settembre);
  • Madonna del Rimedio di Oristano (8 settembre), ma anche a Giba, Orosei, Siapiccia, Tinnura;
  • Nostra Signora di Tergu (8 settembre);
  • Santa Maria angiàrgia a Collinas (8 settembre);
  • Nostra Signora de Sos Regnos Altos di Bosa (secondo fine settimana di settembre);
  • Santa Maria de is acquas a Sardara (penultimo lunedì di settembre);
  • Festa di San Gavino Martire a Monti (13/15 settembre);
  • Madonna di Bonarcado (18 e 19 settembre);
  • Santa Sabina a Silanus (terza settimana di settembre);
  • San Lussorio a Selargius (21 settembre);
  • Santi Cosma e Damiano (26 settembre e/o ultime settimane) a Mamoiada, Seulo, Suelli;
  • Sa festa manna de Sant’Arega o festa di Santa Greca a Decimomannu (fine settembre).

Maria, la Dea madre e il culto delle acque

Il mese di settembre in Sardegna è dedicato alla Madonna ma anticamente era uno dei periodi dell’anno dedicati al culto delle acque. In tal senso, nel sincretismo religioso sardo la figura “settembrina” di Maria ha preso il posto dell’antica Dea madre, e in particolare con il suo ruolo di protettrice e creatrice delle acque: pozzi sacri, sorgenti, terme, pioggia.

La figura simbolo in questo caso è Santa Maria de is acquas di Sardara, zona molto ricca di acque termali benefiche. Ma in generale, durante il mese di settembre, la Madonna viene festeggiata anche in qualità di “divinità delle acque” nonché portata in processione per invocare la pioggia.

Infatti, dopo la torrida estate, la vita e i lavori dei campi possono riprendere solo grazie alle benefiche piogge di settembre. Per queste ragioni, le feste religiose di settembre in Sardegna hanno ancora oggi un grande valore simbolico e “funzionale” all’interno del sistema economico agropastorale.

Feste religiose di settembre e leggende sarde

Un altro aspetto che rende le feste religiose di settembre molto interessanti è che si svolgono principalmente in chiesette e santuari campestri, cioè situati fuori dai centri abitati. Le località dove si trovano queste chiese sono ricchissime di leggende sarde ancora oggi molto conosciute e diffuse tra la gente.

Come già detto, le chiese e i santuari cristiani sono stati edificati in luoghi che gli antichi sardi frequentavano già da secoli se non da millenni. Quindi, si tratta per lo più di siti storicamente legati a “storie” e avvenimenti di grande importanza dal punto di vista religioso e spirituale, sociale ed esistenziale.

Settembre nei tempi passati: l’organizzazione dei lavori in campagna

Durante i giorni dedicati alle grandi feste di settembre, al giorno d’oggi così come nei tempi passati,  la comunità s’incontra per mettere fine alle dispute e avviare in armonia il nuovo anno lavorativo, sotto la protezione delle divinità o dei santi.

Dal punto di vista sociale ed economico, la festa rappresentava anche l’occasione per:

  • aggiustare o rinnovare gli attrezzi e gli strumenti di lavoro;
  • benedire o acquistare gli animali;
  • pianificare e curare nel dettaglio l’organizzazione delle attività produttive;
  • rinnovare gli accordi e i contratti per tutta la durata dell’anno lavorativo.

Pensare a settembre

Un celebre proverbio sardo, che invita gli sfaccendati e i pigri a darsi da fare, a mettere in ordine e a programmare le attività, recita:

Settembre in Sardegna: la vendemmia

Inoltre, il mese di settembre in Sardegna è tradizionalmente legato alla vendemmia, che in sardo si dice “sa binnenna”. Ancora oggi, la vendemmia è un evento comunitario molto importante per fortificare il legame sociale tra le persone.

I dolci “po is mortus” e per le feste

In generale, la maggior parte delle uve raccolte vengono utilizzate per la vinificazione e la produzione dei gustosi vini sardi. Tuttavia, è usanza adoperare l’uva anche per produrre il mosto e da questo la sapa, che in sardo si dice “sa saba”.

Con la sapa si preparano i dolci tipi autunnali per la ricorrenza dei morti o ancora il celebre “pan’ ‘e saba”.

Inoltre, sempre in vista dell’autunno e dell’inverno, è tradizione scegliere i migliori grappoli d’uva dolce per lavarli e farli asciugare al sole e all’aria. In questo modo, si ottiene l’uva passa, che in sardo si dice “sa pabassa”. Con questo ingrediente si preparano i dolci tipici chiamati “pabassinas” o “pabassinos”.

Consigli di lettura

Giovanni Spano – Proverbi sardi

M. Leopold Wagner – La vita rustica

Gino Bottiglioni – Vita sarda

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S’atonzu: l’autunno nelle poesie di Antioco Casula Montanaru

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