Streghe sarde tra storia, fiabe e leggende

Streghe sarde tra storia e leggende

Le streghe sarde sono i personaggi principali di numerose fiabe, leggende e racconti popolari della Sardegna fin dai tempi più antichi. Tuttavia, molte streghe sarde famose in epoca moderna furono donne realmente esistite, accusate di stregoneria e perseguitate dal tribunale dell’Inquisizione.

Streghe sarde nelle leggende popolari

In generale, le più famose streghe sarde presenti ancora oggi nelle leggende della tradizione popolare sono:

Ci sono poi le creature fantastiche e malefiche protagoniste di numerose leggende locali. In Sardegna, infatti, ogni nuraghe, domus de janas o altro sito archeologico è legato a un antico racconto che vede protagoniste anche le streghe. Tra queste, ricordiamo ad esempio:

  • Orgìa: leggendaria strega che abitò a lungo in un tempio prenuragico vicino a Esterzili (Sa domu ‘e Orgìa). La sua figura leggendaria e vendicatrice è associata a quella della terribile Musca macedda.
  • Sa Sennora de Donnigazza: antica padrona di svariati luoghi sparsi in giro per la Sardegna, è una strega primordiale capace di fare magie d’ogni sorta. Celebre è quella di Ghilarza.
  • Sa Jana Maista: è la regina delle janas, crudele e malvagia perché si ciba di uomini. Vive nelle più grandi domus de janas, nei nuraghi o in gole remote e inaccessibili.

Maria Farranca, la strega dell’acqua

Vero e proprio spauracchio dei bambini è ancora oggi Maria Farranca, la strega che vive nei fiumi e nei corsi d’acqua, ma anche nei pozzi e nelle fontane.

Il suo nome varia a seconda delle località: Maria Putzu o Maria ‘e funtà. Dotata di lunghissime braccia, aspetta le bambine e i bambini che si specchiano e non si vogliono allontanare dall’acqua.

Quando li acchiappa, li cucina e se li mangia. I più fortunati li trasforma in maialini. Ma anche loro pare abbiano vita breve.

Le streghe nelle fiabe sarde

Nella tradizione popolare dell’isola non mancano neanche le “classiche” streghe: sono quelle presenti nelle fiabe sarde. Come ad esempio la matrigna di Granadina, la Biancaneve sarda:

C’era una volta un marito che aveva una moglie bellissima. I due non avevano figli. La donna, che aveva fama di essere una brùscia, cioè una strega, possedeva uno specchio magico, al quale ogni giorno chiedeva:

«Specchio mio rotondo, se non io, quale altra bellezza c’è al mondo?».

«Nessuna» rispondeva lo specchio.

Granadina e i tredici banditi – Fiabe sarde – Carlo Mulas

Le streghe di Grazia Deledda

Alcune streghe delle leggende popolari sono state trasformate nei personaggi letterari di fiabe, novelle e racconti sardi creati da scrittrici e scrittori molto famosi, come ad esempio Grazia Deledda.

La maga allora la pose in corrispondenza col demonio, e il demonio, in cambio della nobile anima sua, le diede la potenza di trasformarsi, di fare dei malefizi e delle stregonerie.

Grazia Deledda – Fiabe e leggende sarde

Inoltre, Grazia Deledda parla in maniera approfondita e dettagliata dei presunti malefici delle streghe sarde nonché di tutto ciò che di fantastico, misterioso e superstizioso esiste nella cultura tradizionale nel suo libro intitolato Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna:

Influssi malefici: sa maladia ‘e s’istria

Più complicato è il medicamento per l’itterizia. La persona colta da questa semplicissima malattia si crede stregata, istriada.

La strige è passata sul suo capo, e causa il suo influsso malefico (che dà origine alla popolarissima imprecazione: «ti jumpet s’istria», cioè «ti attraversi la strige»), la persona deperisce, si consuma, si restringe e, non curata a tempo, muore.

Una medichessa del popolo la “misura” per accertarsi della malattia.

Con un filo di lana, filu ‘e litu, filato a Nuoro, la misura prima dalla sommità del capo alla punta dei piedi, poi dall’estremità del dito medio della mano sinistra fino a quello della destra…

Grazia Deledda – Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna

Rica la maliarda, la più famosa tra le streghe di Cagliari

Tra le streghe più conosciute della letteratura, un posto d’onore lo merita Rica la maliarda, la strega di Cagliari venuta dall’Oriente.

La celebrità de sa brùscia de Casteddu deriva dal fatto di essere una delle protagoniste della famosa leggenda medievale della Bella di Sanluri: la donna che avvelenò e uccise Martino Re di Sicilia, capo dell’esercito spagnolo che conquistò la Sardegna.

Per vendicare il suo popolo e la sua famiglia, infatti, la Bella di Sanluri imparò le arti magiche e stregonesche proprio da Rica la maliarda. Col suo aiuto, riuscì a uccidere Re Martino, oggi sepolto nella cattedrale di Cagliari.

La leggenda della Bella di Sanluri e Re Martino, ancora oggi molto conosciuta a Cagliari e nel Sud Sardegna, venne raccolta e pubblicata dallo scrittore Giuseppe Bargilli nel suo splendido libro intitolato In Sardegna: leggende e cronache dei tempi antichi:

Era solo l’amore che uccideva così il re di Sicilia?

Fuori della città di Cagliari, in riva al mare, sopra uno scoglio eravi una torre mezzo diroccata.

Fra quell’ammasso di pietre sconnesse, flagellate dal vento e dagli spruzzi delle onde quando il mare inferociva, insieme ai gufi dal sinistro canto, abitava una donna che il popolo chiamava Rica la maliarda.

Era questa una vecchia, bruttissima di volto e coperta di luridi cenci.

La si diceva venuta d’Oriente, sopra un qualche naviglio di pirati. Viveva dell’altrui carità, e vendendo filtri e amuleti per guarire piaghe e ferite, e succhi di erbe, delle quali ella solo conosceva le misteriose virtù.

Un giorno però si disse che Rica era una fattucchiera, che al sabato andava al ballo delle streghe, e ci fu chi asserì averla veduta in una notte sospesa nello spazio a cavalcione di una lunga scopa.

Il viceré, Giraberto di Cruillas, fece allora chiamare la vecchia accusata di sortilegio, e dopo averla minacciata di rogo e peggio, le vietò per sempre di abitare nel recinto della città.

Giuseppe Bargili – In Sardegna: leggende e cronache dei tempi antichi

La caccia alle streghe sarde

La caccia alle streghe fu un fenomeno storico documentato, che ebbe luogo anche in Sardegna. Accusate di essere strumenti del diavolo, molte donne vennero imprigionate, torturate e uccise.

Infatti, tra Medioevo ed età moderna, la figura della strega in Sardegna era ancora molto popolare: sia come donna malvagia (coga, stria, sùrbile) capace di arrecare danno agli altri dopo aver stretto un patto col diavolo; sia come brùscia o accabadora, cioè sciamana, esperta di medicina popolare, indovina quindi con un ruolo sociale “positivo”. Pertanto, fu in tale contesto storico e culturale che si sviluppò anche nell’Isola la caccia alle streghe.

Spesso, però, dietro le accuse e le indagini degli inquisitori si nascondevano gelosie personali e cospirazioni politiche. Altre volte, gli inquisitori se la presero proprio con guaritrici, indovine e donne che praticavano la medicina popolare o che venivano reputate pericolose per i loro comportamenti sociali non ortodossi ed eversivi.

Caccia alle streghe in Europa e in Sardegna

Per per saperne di  più ti consigliamo di leggere questi libri:

Brian P. Levack – La caccia alle streghe in Europa

Salvatore Loi – Streghe esorcisti e cercatori di tesori. Inquisizione spagnola ed episcopale (Sardegna, secoli XVI-XVIII)

Streghe sarde: di cosa venivano accusate?

Tra le principali accuse che vennero mosse alle streghe sarde c’erano: la creazione di pungas e altri amuleti magici; la preparazione di rezettas cioè ricette, filtri e pozioni magiche; la pratica di affumentos e incantesimi attraverso magari la recitazione di berbos o altri versi magici, ma anche fortilesas (malefici) ed hechisos (stregonerie).

Si tratta di pratiche stregonesche, magie e incantesimi che fanno ancora parte della cultura popolare della Sardegna.

Le più famose streghe della Sardegna

Diamo uno sguardo ad alcune delle più famose streghe sarde (reali o presunte) storicamente esistite nonché ai libri e agli studi che ne ricostruiscono le loro vite e vicende.

Julia Carta

Julia Carta è una delle streghe più famose, la cui vicenda umana è stata ricostruita storicamente. Nativa di Mores, visse a lungo a Siligo, dove venne accusata di stregoneria e in particolare di realizzare malefici e preparare incantesimi. Il tribunale dell’Inquisizione la processò per ben due volte tra il 1596 e il 1606.

Tomasino Pinna  – Storia di una strega. L’Inquisizione in Sardegna. Il processo di Julia Carta.

La divinatrice di Orotelli

Maura, l’indovina di Orotelli. Streghe nella Sardegna del ‘700 è un interessante e approfondito studio di Alessandra Derriu, archivista e ricercatrice. Racconta la vicenda giudiziaria e biografica di una divinatrice di Orotelli di nome Maura. Quindi, si tratta di una vicenda storica realmente accaduta nel 1700. Ne emerge la figura di una donna che la comunità riconobbe come curatrice e indovinatrice.

Alessandra Derriu – Maura, l’indovina di Orotelli. Streghe nella Sardegna del ‘700

Streghe sarde – Leggi anche:

Strega in sardo: come si dice? Brùscia e coga: cosa significa?

Altri libri per approfondire l’argomento

Storia e storie di magia in Sardegna. Alla scoperta del volto segreto dell’isola

Stregoneria in Sardegna. Processioni dei morti e riti funebri

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