Tzia Callina e il rappresentante di aspirapolveri

Tzia Callina e il rappresentante di aspirapolveri

Un giorno, il rappresentante di una nota ditta di aspirapolveri, di quelli che girano in dònnia logu alla ricerca di clienti a perdas bogadas, s’imbatté in un tratto di campagna dove, sino ad allora, nessun commerciante si era mai inoltrato. Un’occasione unica per far conoscere le portentose virtù dell’aspirapolvere che cercava di piazzare ad ogni costo.

Alla fine di una stradicciola, infatti, trovò la piccola azienda agricola de Is Piras, gloriosa famiglia che portava avanti da secoli la tradizione contadina sarda, con intelligenza e caparbietà. Così, infogau pèrdiu per aver scovato finalmente un nuovo potenziale compratore, bussò all’uscio.

“Chini est?” – domandò una voce femminile dall’altra parte della porta. Era Tzia Callina, sa pobidda de Tziu Piras, sa mer”e domu.

“Buongiorno signora – rispose il ragazzo – sono il rappresentante di una nota ditta di aspirapolvere. Non è che potrei farle una dimostrazione del nostro portentoso elettrodomestico, l’ultimo ritrovato della tecnologia mondiale, super premiato alla fiera di Chicago e non solo? Si tratta di un aspirapolvere che rasenta la perfezione e che pulisce pavimenti, moquette, parquet, tappetti e quant’altro in un batti baleno!

Tzia Callina, giai arriendi, ddu càstiat e narat: “E fai su chi bolis!”, facendolo accomodare.

Il ragazzo corre in porcilaia, prende un gigantesco secchio di escrementi e rientra nella casa sperduta in mezzo alla campagna. Quindi, con un rapido gesto, versa il contenuto del secchio nel vecchio tappeto, mentre Tzia Callina lo guarda con pietà, compassione e anche misericordia.

“Non si preoccupi Signora – si affretta a dire il rappresentante, dopo aver versato gli escrementi – le posso garantire che se entro un quarto d’ora non sarà tutto lindo e profumato, grazie alla portentosa azione della nostra aspirapolvere con super vapore elettrico, mi mangerò tutta la cacca dei porci che ho versato sul tappeto!”.

Allora Tzia Callina scrolla il capo, giunge le mani e guarda il povero ragazzo negli occhi, dicendogli: “E duncas spereus chi tengas fàmini meda, ca innoi sa currenti elètrica no nci nd’est!”.



Brullas. Barzellette sarde

Tzia Callina e il rappresentante di aspirapolvere – Traduzione dal sardo in italiano

Tziu/Tzia = Signore/Signora

in dònnia logu = da tutte le parti

a perdas bogadas = (frase idiomatica) cercare in maniera meticolosa

infogau pèrdiu = molto contento

Chini est? = Chi è?

sa pobidda = la moglie

sa mer”e domu (sa meri de domu) = la padrona di casa

giai arriendi, ddu càstiat e narat = che stava già ridendo, lo guarda e dice

E fai su chi bolis! = E fai quello che vuoi!

E duncas spereus chi tengas fàmini meda, ca innoi sa currenti elètrica no nci nd’est! = E allora speriamo che tu abbia davvero fame, perché qui non c’è corrente elettrica!

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